Il 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha accettato con il 54,6 % il decreto federale che approva gli accordi di Schengen e Dublino con l'Unione europea. La partecipazione si è attestata al 56,6 %, un livello elevato per uno scrutinio federale. Il decreto apriva la via all'associazione della Svizzera allo spazio europeo senza controlli sistematici d'identità alle frontiere interne (Schengen) e al sistema di ripartizione delle domande d'asilo (Dublino).
La campagna fu una delle più intense del decennio. Il Consiglio federale, internamente diviso (4 contro 3, con l'opposizione dei consiglieri Merz, Schmid e Blocher), ha infine difeso il sì sotto la direzione di Micheline Calmy-Rey (DFAE). L'UDC, l'ASNI e diversi ambienti conservatori hanno lanciato un referendum, poi condotto una campagna d'opposizione incentrata sulla sicurezza, la sovranità e il rischio migratorio.
L'entrata in vigore operativa di Schengen è avvenuta il 12 dicembre 2008 (29 marzo 2009 negli aeroporti); il regolamento Dublino si applica in Svizzera dalla stessa data. Questa scheda confronta gli argomenti chiave della campagna 2005 con i fatti documentati dopo l'entrata in vigore.
▲ Cantoni che hanno accettato Zurigo, Berna, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra, Giura | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Ticino |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (maggioranza 4/3) (campagna guidata da Micheline Calmy-Rey, DFAE) • Micheline Calmy-Rey (consigliera federale PS, capofila del sì) • PS, PLR, PPD/Alleanza del Centro, Verdi (partiti governativi ed ecologisti) • economiesuisse, USAM (ambienti economici e arti e mestieri) • hotelleriesuisse, Federazione svizzera del turismo (settore turistico) • Cantoni di frontiera (GE, BS, TI in particolare si sono espressi per il sì) | ▼ Campo del No • UDC (principale partito referendario) • Christoph Blocher (consigliere federale UDC opposto internamente) • Hans-Rudolf Merz, Samuel Schmid (consiglieri federali PLR e UDC contrari in seno al collegio) • ASNI (Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente) • Democratici Svizzeri, Lega dei Ticinesi (partiti nazional-conservatori) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (Consiglio federale, partiti governativi, economia) Sicurezza rafforzata dall'accesso al SIS « Schengen non significa apertura delle frontiere ai criminali — al contrario, l'accesso al Sistema d'informazione Schengen rafforzerà la sicurezza. » — Micheline Calmy-Rey, campagna 2005 ✓ ✓ Argomento confermato Dall'allacciamento della Svizzera al SIS nell'agosto 2008, fedpol ha documentato diverse migliaia di segnalazioni utili. Secondo il bilancio del DFGP, circa 6 000 persone ricercate sono state identificate in Svizzera grazie al SIS nei primi anni d'applicazione, tra cui decine di criminali particolarmente pericolosi. La seconda valutazione Schengen della Svizzera (2014) ha portato a un bilancio positivo delle autorità europee. Source : DFGP, comunicato del 18 novembre 2014; fedpol, rapporti SIS Migliore gestione dell'asilo via Dublino « Dublino permetterà di trattare ogni domanda d'asilo in un solo Stato Schengen e di evitare le domande multiple. » — Consiglio federale, opuscolo esplicativo 2005 ✓ ✓ Argomento confermato Il regolamento Dublino è entrato in applicazione in Svizzera il 12 dicembre 2008. La SEM avvia sistematicamente la procedura Dublino e la Svizzera figura tra i Paesi che utilizzano maggiormente lo strumento a livello europeo. Il tasso di trasferimenti effettivi resta tuttavia inferiore a quello delle richieste — un dato riconosciuto dalle autorità federali ma criticato dalle ONG. Source : Segreteria di Stato della migrazione (SEM), statistiche annuali asilo; OSAR, rapporti Dublino Nessuno smantellamento dei controlli doganali « Schengen non tocca l'unione doganale: le merci continueranno ad essere controllate ai posti di frontiera. » — Consiglio federale, opuscolo esplicativo 2005 ✓ ✓ Argomento confermato L'Amministrazione federale delle dogane (divenuta UDSC / BAZG) ha mantenuto integralmente le sue missioni di controllo delle merci. La Svizzera non essendo membro dell'unione doganale UE, i controlli doganali alle frontiere persistono ancora oggi, come annunciato dal Consiglio federale e dagli ambienti economici durante la campagna. Source : UDSC / BAZG, missioni e statistiche; documentazione ufficiale Schengen-Dublino | ▼ Argomenti CONTRO (UDC, ASNI, ambienti conservatori) Perdita di sovranità e ripresa del diritto europeo « Con Schengen, la Svizzera dovrà riprendere sviluppi dell'acquis che non avrà deciso. È una perdita netta di sovranità. » — UDC, opuscolo di campagna 2005 ✓~ ✓~ Parzialmente confermato La Svizzera ha effettivamente ripreso diverse centinaia di sviluppi dell'acquis Schengen-Dublino dal 2008, il più delle volte senza reale margine di negoziazione. Il Parlamento può rifiutare una ripresa, ma ciò metterebbe in pericolo gli accordi (clausola ghigliottina). Nel 2019, la revisione del diritto svizzero sulle armi per allinearsi alla direttiva UE ha illustrato questo meccanismo, essendo essa stessa sottoposta a referendum. L'argomento strutturale è quindi confermato, sebbene la Svizzera abbia conservato le sue procedure democratiche. Source : DFAE-DEFR, panoramica delle riprese Schengen; votazione del 19 maggio 2019 sulla legge sulle armi Più Schengen, più criminalità « Schengen significa aprire la porta al crimine organizzato europeo, ai ladri itineranti e alla delinquenza transfrontaliera. » — UDC, esposizione di campagna 2005 ✗~ ✗~ Parzialmente smentito Le statistiche della Confederazione non confermano un'esplosione della criminalità direttamente attribuibile a Schengen. Diversi rapporti di polizia cantonali segnalano bande itineranti, ma la cooperazione tramite SIS e i mandati d'arresto europei ha anche migliorato l'identificazione dei sospetti. La statistica criminale di polizia ha conosciuto aumenti e diminuzioni ciclici dal 2008, senza rotture nette imputabili a Schengen. Source : UST / fedpol, Statistica criminale di polizia; rapporti annuali della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS) La Svizzera diventerà il paese d'asilo per eccellenza « Con Dublino, la Svizzera si ritroverà al centro del sistema e dovrà accogliere decine di migliaia di richiedenti supplementari. » — Campo del no, campagna 2005 ✗ ✗ Argomento smentito L'effetto è stato l'opposto: Dublino permette alla Svizzera di rinviare un numero significativo di richiedenti d'asilo nel primo Paese d'ingresso Schengen ogni anno. La SEM riporta diverse migliaia di decisioni di non entrata in materia all'anno. La Svizzera richiede più prese in carico ai suoi partner di quanto ne accetti. Il saldo netto gioca a favore della Svizzera dall'entrata in vigore del regolamento. Source : Segreteria di Stato della migrazione, statistiche in materia d'asilo (pubblicazioni annuali) |
Bilancio fattuale
3 Confermato | 1 Parzialmente confermato | 1 Parzialmente smentito | 1 Smentito |
| ✓ | Sicurezza: il SIS ha mantenuto le promesse Il Sistema d'informazione Schengen ha chiaramente rafforzato la cooperazione di polizia della Svizzera: identificazione di persone ricercate, mandati d'arresto europei utilizzati, segnalazioni in tempo reale. Le successive valutazioni Schengen della Svizzera hanno dato un bilancio tecnico positivo. Source : DFGP, valutazioni Schengen 2008 e 2014; fedpol |
| ✓ | Dublino: uno strumento utile alla Svizzera Contrariamente ai timori degli oppositori, Dublino ha strutturalmente avvantaggiato la Svizzera, che richiede più trasferimenti di quanti ne accolga — anche se l'esecuzione effettiva di tali trasferimenti resta limitata dai termini e dai rifiuti degli Stati richiesti. Source : Statistiche annuali SEM; Avenir Suisse, analisi Schengen-Dublino |
| ~ | Sovranità: la critica dell'UDC non era infondata La Svizzera ha effettivamente dovuto riprendere decine di sviluppi dell'acquis Schengen dal 2008, talvolta senza margine reale. La clausola ghigliottina pesa su ogni voto parlamentare. La critica sulla perdita di margine decisionale si è verificata, senza tuttavia minacciare gli accordi. Source : DFAE; dibattiti parlamentari successivi; votazione del 19 maggio 2019 |
| ✓ | Economia e turismo: impatto globalmente positivo Il settore turistico e le regioni di frontiera (Ginevra, Basilea, Ticino) hanno beneficiato della soppressione dei controlli d'identità sistematici, in particolare per i visitatori extraeuropei muniti di un visto Schengen unico. Nessun costo economico significativo imputabile a Schengen è stato documentato dal 2008. Source : Federazione svizzera del turismo; SECO, rapporti settoriali; studi di Avenir Suisse |
Il decreto federale del 5 giugno 2005 su Schengen-Dublino appartiene alla breve lista delle grandi decisioni europee della Svizzera moderna. Quasi vent'anni più tardi, le promesse del campo del sì sono state mantenute sull'essenziale: accesso operativo al SIS, cooperazione di polizia rafforzata, utilizzo attivo di Dublino da parte della Svizzera, mantenimento dei controlli doganali e bilancio turistico favorevole.
I timori del campo del no non si sono complessivamente materializzati sul terreno della sicurezza o della migrazione — Dublino avvantaggia anzi strutturalmente la Svizzera. Una critica resta tuttavia parzialmente valida: la ripresa quasi automatica dell'acquis Schengen-Dublino, sotto la minaccia della clausola ghigliottina, è un fatto regolarmente dibattuto in Parlamento, di cui la votazione sulla legge sulle armi del 2019 fu un'illustrazione concreta.
Globalmente, il bilancio fattuale convalida l'orientamento scelto dal popolo: Schengen-Dublino si è integrato senza rotture nel funzionamento istituzionale svizzero, pur imponendo un dialogo permanente — a volte scomodo — con Bruxelles.