Il 28 settembre 2014 il popolo svizzero respinge l’iniziativa «Per una cassa malati pubblica», sostenuta dalla sinistra. Il testo voleva sostituire la sessantina di casse malati private con un’unica istituzione pubblica per l’assicurazione di base obbligatoria (LAMal).
Il rifiuto è netto: 61,8 % di no e l’opposizione di 16 Cantoni e 2 semicantoni. Solo quattro Cantoni romandi — Vaud, Ginevra, Neuchâtel e il Giura — accettano l’iniziativa, disegnando un caratteristico Röstigraben. La partecipazione raggiunge circa il 47 %.
La campagna oppone una sinistra che denuncia la «caccia ai buoni rischi» e lo spreco della concorrenza a una coalizione di destra, Consiglio federale e assicuratori, che agita lo spettro di un monopolio statale costoso e burocratico.
Dieci anni dopo, AfterVote confronta gli argomenti con la realtà: evoluzione dei premi, origine dei costi e persistenza della selezione dei rischi.
▲ Cantoni che hanno accettato Solo quattro Cantoni romandi: Vaud, Ginevra, Neuchâtel e il Giura. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato 16 Cantoni e 2 semicantoni, ossia tutta la Svizzera tedesca e italiana, oltre a Friburgo e Vallese sul versante romando. Rifiuto particolarmente marcato nella Svizzera centrale e orientale. |
Attori e personalità
Campo del Sì • Partito socialista e i Verdi • Sindacati (USS, Unia) • Associazioni di pazienti e di difesa degli assicurati • Comitato «Per la mia cassa» (promotori romandi in testa) | Campo del No • Consiglio federale (Alain Berset, pur socialista, difende il sistema attuale) • PLR, PPD, UDC e PBD • santésuisse e gli assicuratori malattia • economiesuisse e ambienti economici |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (sinistra, sindacati) Il sistema attuale non frena l’aumento dei premi « La concorrenza tra le casse non fa scendere i premi; aumentano senza sosta. » — Comitato d’iniziativa ✓ Argomento confermato Dopo il rifiuto, i premi hanno proseguito la loro ascesa. Il premio medio dell’assicurazione di base ha superato i 360 franchi al mese nel 2024, con un aumento dell’8,7 % in quell’anno — il più forte dal 2010. La constatazione dei promotori sulla traiettoria dei premi si è verificata, anche se il nesso causale con il numero delle casse non è stato dimostrato. Fonte : UFSP; UST. La concorrenza spinge alla caccia ai buoni rischi « Le casse cercano assicurati in buona salute anziché curare meglio. » — Comitato d’iniziativa ✓~ Parzialmente confermato La selezione dei «buoni rischi» era effettivamente una realtà del sistema. In assenza di una cassa pubblica, è stata combattuta diversamente: la compensazione dei rischi è stata affinata dopo il 2014 (fattori di morbilità, gruppi di costi farmaceutici) per ridurre l’interesse a selezionare gli assicurati sani. Fonte : UFSP, compensazione dei rischi. | ▼ Argomenti CONTRO (Consiglio federale, assicuratori) Una cassa unica non farebbe scendere i premi « I premi riflettono il costo delle cure, non la struttura degli assicuratori. » — Consiglio federale ✓ Argomento confermato Le spese amministrative degli assicuratori rappresentano solo circa il 5 % dei premi. L’aumento è trainato dal volume e dal prezzo delle prestazioni mediche. Una cassa unica non avrebbe quindi, da sola, invertito la curva dei premi — confermando l’analisi del campo del no sull’origine dei costi. Fonte : UFSP. La concorrenza garantisce efficienza e libera scelta « Il sistema concorrenziale è efficiente e preserva la libera scelta dell’assicurato. » — santésuisse / Consiglio federale ✗~ Parzialmente smentito La concorrenza non ha contenuto l’aumento dei premi: il suo effetto più visibile resta il cambio di cassa in autunno per qualche franco di risparmio, senza impatto sui costi della salute. La promessa di un sistema più efficiente grazie alla concorrenza non si è verificata sul terreno dei premi. Fonte : UFSP; comparis. |
Bilancio fattuale
2 Confermato | 1 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ~ | I premi hanno continuato a salire Premio medio oltre i 360 franchi al mese nel 2024 e aumento dell’8,7 % in quell’anno, il più forte dal 2010. La diagnosi dei promotori sull’aumento si è verificata. Fonte : UFSP; UST. |
| ✓ | La causa degli aumenti: il costo delle cure Le spese amministrative degli assicuratori pesano circa il 5 % dei premi; l’aumento è trainato dal volume e dal prezzo delle cure. L’argomento del campo del no sull’origine dei costi si è verificato. Fonte : UFSP. |
| ~ | Caccia ai buoni rischi attenuata, non eliminata La compensazione dei rischi è stata affinata dopo il 2014 per ridurre la selezione degli assicurati sani — senza che fosse necessaria una cassa pubblica. Fonte : UFSP. |
Dieci anni dopo, il rifiuto della cassa pubblica illustra una costante svizzera: la diffidenza verso le soluzioni di monopolio statale, anche di fronte a un problema ampiamente riconosciuto. La frattura fu netta — un classico Röstigraben, con quattro Cantoni romandi favorevoli e tutta la Svizzera tedesca contraria.
Nel merito, entrambi gli schieramenti avevano in parte ragione. I promotori indicavano un aumento dei premi che nessuno ha smentito: il premio medio ha continuato a salire fino a superare i 360 franchi al mese nel 2024, con un balzo dell’8,7 % in quell’anno. Ma il legame che stabilivano con la molteplicità delle casse non è mai stato provato.
Il campo del no aveva invece individuato correttamente l’origine dei costi: l’aumento dei premi è trainato dal volume e dal prezzo delle cure, non dalle spese amministrative degli assicuratori, che pesano solo circa il 5 %. Una cassa unica probabilmente non avrebbe invertito la tendenza. La promessa che la concorrenza avrebbe contenuto i costi, invece, non si è verificata.
In assenza di una cassa pubblica, il sistema è evoluto per piccoli ritocchi: affinamento della compensazione dei rischi per limitare la caccia ai buoni rischi, dibattiti ricorrenti sul contenimento dei costi. Il problema di fondo — premi sempre più pesanti per le famiglie — resta però irrisolto.