Il 29 novembre 2020 popolo e cantoni svizzeri votavano sull'iniziativa popolare « Per imprese responsabili – a tutela dell'essere umano e dell'ambiente », la cosiddetta iniziativa per multinazionali responsabili. Sostenuta da un'ampia coalizione di ONG, Chiese e organizzazioni di sviluppo, voleva obbligare le imprese con sede in Svizzera a un dovere di diligenza sui diritti umani e l'ambiente, con una responsabilità civile per i danni causati all'estero.
Lanciata nel 2015, l'iniziativa nacque da scandali legati alle materie prime e a filiali di gruppi svizzeri in paesi del Sud. Il Parlamento le oppose un controprogetto indiretto più modesto, limitato a obblighi mirati di trasparenza e diligenza, che sarebbe entrato in vigore in caso di rifiuto dell'iniziativa.
Il Consiglio federale e la maggioranza borghese raccomandavano il no, giudicando l'iniziativa eccessiva e rischiosa sul piano giuridico per la piazza economica svizzera. La campagna fu una delle più intense e costose del decennio, segnata dalla mobilitazione delle Chiese e dall'onnipresenza delle bandiere arancioni.
Il risultato fu storico: 50,7 % di sì nel popolo – ma solo 8 cantoni e mezzo su 23. In mancanza della doppia maggioranza, l'iniziativa fallì, con una partecipazione di circa il 47 %.
▲ Cantoni che hanno accettato Giura (68,7 %), Neuchâtel (64,6 %), Ginevra (64,2 %), Basilea Città (61,9 %), Vaud (59,8 %), Friburgo (56,6 %), Berna (54,6 %), Ticino (54,2 %) e Zurigo (52,8 %) – ossia 8 cantoni e mezzo. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Tutti gli altri cantoni, tra cui il Vallese e l'intera Svizzera centrale e orientale. Il sì popolare (50,7 %) non bastò di fronte a una maggioranza di cantoni contrari. |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Coalizione per multinazionali responsabili (~130 ONG) • Dick Marty (ex consigliere agli Stati PLR, volto del comitato) • Public Eye, Amnesty, Pane per tutti • Chiese, PS, Verdi e parte del PVL | ▼ Campo del No • Consiglio federale (Karin Keller-Sutter, DFGP) • economiesuisse e ambienti padronali • UDC, PLR e maggioranza del PPD • Sostenitori del controprogetto indiretto |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Servono regole vincolanti; il volontario non basta « Le imprese devono rispondere dei danni che causano alle persone e all'ambiente. » — Dick Marty, presidente del comitato d'iniziativa (2020) ✓~ Parzialmente confermato Il seguito ha dato peso a questo argomento: l'Unione europea ha adottato il 24 maggio 2024 la direttiva sul dovere di diligenza (CSDDD), con sanzioni, e il Consiglio federale ha deciso il 3 settembre 2025 di preparare un nuovo controprogetto allineato all'UE. L'idea che la Svizzera dovesse legiferare più fermamente si è imposta. Source : Consiglio federale (2025); UE, direttiva CSDDD Il controprogetto è senza denti « Il controprogetto si limita a un rapporto, senza responsabilità né meccanismo di sanzione efficace. » — Coalizione per multinazionali responsabili, 2020 ✓~ Parzialmente confermato Diverse analisi successive rilevano un'attuazione limitata: il dispositivo poggia essenzialmente su un obbligo di rendicontazione non finanziaria, senza responsabilità civile né controllo indipendente. La critica di un testo poco mordace si è ampiamente verificata. Source : humanrights.ch, monitoraggio dell'attuazione | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Il controprogetto indiretto basta ed evita gli eccessi « Pragmatico, offre una soluzione efficace senza esporre le nostre imprese a rischi giuridici. » — economiesuisse, campagna 2020 ✗~ Parzialmente smentito Il controprogetto è entrato in vigore il 1° gennaio 2022. Ma l'argomento del « basta » è stato indebolito dai fatti: già nel 2024-2025, di fronte alla direttiva europea, il Consiglio federale ha avviato esso stesso una revisione per allineare la Svizzera all'UE, riconoscendo implicitamente i limiti del dispositivo del 2022. Source : Consiglio federale (3 settembre 2025) L'iniziativa isolerebbe la Svizzera e ne danneggerebbe la competitività « Andare da soli più lontano degli altri esporrebbe le nostre imprese a uno svantaggio concorrenziale. » — Consiglio federale e ambienti padronali, 2020 ✗~ Parzialmente smentito L'evoluzione ha rovesciato il rischio: con la direttiva CSDDD adottata nel 2024, è l'UE ad essere andata più lontano, ponendo ora la Svizzera in posizione di rincorsa. L'argomento dell'isolamento « per eccesso » si è capovolto in rischio di isolamento « per ritardo ». Source : UE, direttiva CSDDD (2024); RTS |
Affiches de campagne (7)
Bilancio fattuale
0 Confermato | 2 P. confermato | 2 P. smentito | 0 Smentito |
| ~ | Il controprogetto è entrato in vigore Dal 1° gennaio 2022, le grandi imprese (bilancio > 20 mio, fatturato > 40 mio, 500+ dipendenti) sono soggette a un obbligo di rendicontazione non finanziaria e a un dovere di diligenza limitato al lavoro minorile e ai minerali da conflitto. Source : Ufficio federale di giustizia; Bilan |
| ~ | L'Europa è andata più lontano Il 24 maggio 2024 l'UE ha adottato la direttiva sul dovere di diligenza delle imprese (CSDDD), con diligenza estesa e sanzioni – ossia più di quanto prevedesse l'iniziativa svizzera respinta. Source : UE; RTS |
| ~ | La Svizzera riapre il dossier Il 3 settembre 2025 il Consiglio federale ha deciso di opporre un nuovo controprogetto indiretto, allineato all'UE, a una nuova iniziativa lanciata nel gennaio 2025. Il dossier chiuso nel 2020 è stato dunque riaperto meno di cinque anni dopo. Source : admin.ch; amnesty.ch |
| ~ | Un nuovo controprogetto in consultazione Dopo la riuscita della nuova iniziativa (depositata il 27 maggio 2025), nell'aprile 2026 il Consiglio federale ha posto in consultazione una legge sulla gestione aziendale sostenibile: dovere di diligenza per una trentina di grandi imprese e responsabilità civile della società madre (due varianti). La consultazione, chiusa nell'estate 2026, ha mostrato un fronte diviso (respinta da PLR e associazioni economiche, sostegno di principio del Centro, PS che giudica il progetto insufficiente). Nel frattempo, nel febbraio 2026 (pacchetto Omnibus) l'UE ha ridotto il campo della sua direttiva alle imprese con oltre 5000 dipendenti. Fonte: DFGP, apertura della consultazione (aprile 2026); NZZ; awp (luglio 2026); Gazzetta ufficiale dell'UE |
Aggiornamento 10/2026: nuovo blocco sul controprogetto indiretto posto in consultazione nell'aprile 2026 (legge sulla gestione aziendale sostenibile) e sulla riduzione del campo della direttiva europea (Omnibus, febbraio 2026).
Rare sono le votazioni in cui il campo sconfitto vince nel popolo: con il 50,7 % di sì, l'iniziativa per multinazionali responsabili si infranse solo sulla maggioranza dei cantoni. Questo risultato alimentò un dibattito duraturo sulla doppia maggioranza e sul peso dei cantoni rurali.
Nel merito, i fatti successivi hanno piuttosto dato ragione ai promotori. Il controprogetto è certo entrato in vigore, ma la sua portata limitata – un rapporto senza responsabilità civile – si è confermata nella pratica. Soprattutto, l'argomento del No secondo cui tale dispositivo bastava e che andare oltre avrebbe isolato la Svizzera è stato indebolito: l'Unione europea ha legiferato più fermamente e il Consiglio federale ha riaperto il dossier già nel 2025.
La votazione illustra così uno scarto classico tra il tempo politico e quello giuridico: un testo respinto di misura le cui intenzioni essenziali ritornano dalla porta europea qualche anno dopo, in altra forma e su impulso di coloro stessi che lo avevano combattuto.