Il 7 marzo 2021 popolo e cantoni svizzeri accettavano di stretta misura, con il 51,2 % dei voti, l'iniziativa popolare « Sì al divieto di dissimulare il volto », lanciata dal comitato di Egerkingen — lo stesso gruppo, guidato dal consigliere nazionale UDC Walter Wobmann, all'origine del divieto dei minareti nel 2009.
Il testo iscriveva nella Costituzione il divieto di coprirsi il volto nello spazio pubblico e nei luoghi accessibili al pubblico, con eccezioni (luoghi di culto, ragioni di salute, sicurezza o climatiche). Presentata dai promotori come misura contro il velo integrale islamico e l'uso di passamontagna nelle manifestazioni, l'iniziativa era contestata come simbolica e stigmatizzante.
Consiglio federale e Parlamento le opponevano un controprogetto indiretto, che prevedeva l'obbligo di mostrare il volto alle autorità quando l'identificazione è necessaria, senza divieto generale.
L'accettazione, da parte di 18 cantoni su 23, incaricava il legislatore di concretizzare il divieto — cosa che ha richiesto quasi quattro anni: la legge federale sul divieto di dissimulare il volto è entrata in vigore il 1° gennaio 2025.
▲ Cantoni che hanno accettato 18 cantoni su 23, fra cui tutta la Svizzera romanda eccetto Ginevra (Vaud, Vallese, Friburgo, Neuchâtel, Giura), il Ticino e la maggioranza della Svizzera tedesca. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Rifiuto in particolare a Ginevra e Zurigo, nonché in cantoni urbani come Basilea Città (59,4 % di no, rifiuto più netto) e Appenzello Esterno (50,9 %). |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Comitato di Egerkingen all'origine dell'iniziativa (Walter Wobmann, UDC) • UDC sostegno principale • UDF sostegno • Una parte del Centro sostegni individuali • Alcune voci femministe laiche in nome dell'uguaglianza | ▼ Campo del No • Consiglio federale (Karin Keller-Sutter), rifiuto e controprogetto indiretto • PS, Verdi, PVL contrari • PLR in maggioranza contrario • Organizzazioni musulmane e dei diritti umani contrarie • Settore turistico timori economici |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Nascerà un divieto nazionale « Solo un'iscrizione nella Costituzione garantirà un divieto uniforme in tutto il Paese. » — Comitato di Egerkingen ✓ Argomento confermato Concretizzato: il Parlamento ha adottato una legge d'applicazione e il divieto federale di dissimulare il volto è entrato in vigore il 1° gennaio 2025, con una multa disciplinare di 100 franchi (fino a 1000 franchi in caso di rifiuto di pagare). Fonte: Consiglio federale, comunicato del 5 novembre 2024; admin.ch. Un segnale chiaro a favore dell'uguaglianza e dei valori « Il velo integrale è un simbolo di oppressione incompatibile con i nostri valori; serve un segnale chiaro. » — Campo del Sì ✓~ Parzialmente confermato Segnale dato sul piano simbolico e giuridico, ma portata pratica molto ridotta: il numero di donne che portano il velo integrale in Svizzera è stimato in qualche decina soltanto, e la legge moltiplica le eccezioni. Fonte: stime riprese da RTS/SRF; legge LIDV. | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Un'iniziativa simbolica contro un problema quasi inesistente « Si legifera per qualche decina di donne; è una risposta sproporzionata a un falso problema. » — Campo del No ✓ Argomento confermato Verificato: la legge entrata in vigore nel 2025 riguarda di fatto solo un numero molto ridotto di persone per il velo integrale e prevede una semplice multa di 100 franchi. Il carattere ampiamente simbolico del dispositivo si è confermato. Fonte: LIDV; RTS, 2025. Il divieto colpirà il turismo e stigmatizzerà i musulmani « Un divieto nuocerà al turismo, in particolare dei Paesi del Golfo, e additerà una comunità. » — Settore turistico e oppositori ✗~ Parzialmente smentito In parte smentito: nessun crollo turistico attribuibile alla misura è stato documentato, tanto più che la legge prevede numerose eccezioni (luoghi di culto, salute, sicurezza, clima, usanze). L'effetto temuto non si è materializzato in modo misurabile. Fonte: LIDV; Federazione svizzera del turismo. |
Bilancio fattuale
2 Confermato | 1 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | Il divieto è entrato in vigore La principale promessa del campo del Sì si è concretizzata: dopo un iter legislativo di quasi quattro anni, la legge federale sul divieto di dissimulare il volto si applica dal 1° gennaio 2025, con una multa disciplinare di 100 franchi. Fonte: admin.ch; Consiglio federale, 2024. |
| ~ | Una portata pratica molto limitata Come annunciava il campo del No, il dispositivo resta ampiamente simbolico: riguarda un numero infimo di portatrici del velo integrale, prevede molteplici eccezioni e una sanzione modesta. Il dibattito è stato più identitario che pratico. Fonte: LIDV; RTS. |
La votazione sulla dissimulazione del volto illustra un caso in cui entrambi i campi hanno, ciascuno a suo modo, avuto ragione. Il campo del Sì ha ottenuto ciò che chiedeva: un divieto nazionale, ora iscritto nella legge e in vigore dal 2025.
Ma il campo del No aveva visto giusto sulla natura del dispositivo: la sua portata pratica è minima. La legge riguarda solo un numero infimo di donne per il velo integrale, moltiplica le eccezioni e si limita a una multa di 100 franchi. Lo scrutinio riguardava più il simbolo identitario che la regolazione concreta.
I timori economici, in particolare per il turismo, non si sono materializzati in modo documentato, anche se la pandemia ha confuso ogni paragone. Quanto al segnale sull'uguaglianza, resta in larga misura dichiarativo.
Quattro anni tra il voto e l'entrata in vigore: lo scarto ricorda che, nella democrazia diretta, l'adozione di un principio e la sua traduzione giuridica sono due tempi distinti.