Il 13 giugno 2021 il popolo svizzero si esprimeva lo stesso giorno su due iniziative agricole. Quella «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici» nasceva da un comitato di cittadini dell'arco lemanico e neocastellano, portata avanti al di fuori dei grandi partiti e delle organizzazioni agricole consolidate. Il testo voleva iscrivere nella Costituzione un divieto radicale.
Concretamente, l'iniziativa chiedeva il divieto dei pesticidi sintetici nell'agricoltura, nella trasformazione delle derrate e nella cura del territorio, con un termine transitorio di dieci anni. Prevedeva inoltre il divieto d'importazione di derrate prodotte con tali sostanze — una clausola che ha cristallizzato il dibattito sulla fattibilità.
Il Consiglio federale e un'ampia maggioranza del Parlamento raccomandavano il rifiuto, giudicando il divieto troppo assoluto. Parallelamente, le Camere avevano già adottato un controprogetto indiretto tramite un'iniziativa parlamentare (19.475), volto a dimezzare i rischi legati ai pesticidi entro il 2027 — argomento centrale del campo contrario.
La campagna ha contrapposto città e campagne, con una mobilitazione rurale eccezionale. La posta in gioco riguardava la qualità dell'acqua potabile, la salute, la sovranità alimentare e il futuro del modello agricolo svizzero. La partecipazione ha raggiunto il 59,7 %, un livello elevato per una votazione federale.
▲ Cantoni che hanno accettato Basilea Città (unico cantone, 57,1 %). | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Gli altri 25 cantoni e semicantoni. Rifiuti più marcati: Vallese (76,9 %), Giura (67,1 %), Friburgo (67 %), Vaud (62,7 %). Ginevra ha respinto di misura (50,6 % di no). |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Comitato di cittadini «Future3» (promotori, fuori dai partiti) • I Verdi e PS • Organizzazioni ambientaliste (Greenpeace, Pro Natura) • Medici e scienziati firmatari di appelli | ▼ Campo del No • Consiglio federale e maggioranza del Parlamento • UDC, PLR, Il Centro (parole d'ordine negative) • Unione svizzera dei contadini (USC, Markus Ritter) • economiesuisse e USAM ambienti economici |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) L'inquinamento dell'acqua potabile persisterà senza divieto « Le nostre falde sono contaminate da residui di pesticidi; senza divieto, l'acqua del rubinetto resterà minacciata. » — Comitato d'iniziativa, 2021 ✓~ Parzialmente confermato Parzialmente confermato: i metaboliti del clorotalonil restano rilevati in molte falde (l'80 % dell'acqua potabile svizzera proviene dalle acque sotterranee) e l'USAV li ha classificati «rilevanti» (limite 0,1 µg/L) nel 2024. Ma il clorotalonil era già stato vietato il 1° gennaio 2020, indipendentemente dall'iniziativa. Fonte: UFAM / USAV, direttiva 2024/1; UFAM, clorotalonil nelle acque sotterranee. Lo status quo manterrà alte le vendite di pesticidi « Senza un segnale forte, l'uso di pesticidi sintetici non diminuirà davvero. » — Sostenitori dell'iniziativa, 2021 ✓ Argomento confermato Confermato: secondo le statistiche dell'UFAG, le vendite di sostanze attive sintetiche sono aumentate di circa l'8 % nel 2022, mentre il calo globale dei prodotti fitosanitari è stato solo dell'1,5 % nel periodo 2008-2022. Il glifosato è rimasto il pesticida sintetico più venduto. Fonte: UFAG, statistiche di vendita dei prodotti fitosanitari 2022. | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) La via parlamentare ridurrà i rischi senza divieto brutale « Il controprogetto indiretto (Iv. pa. 19.475) dimezza i rischi entro il 2027 senza bloccare l'agricoltura. » — Campo del No / Parlamento, 2021 ✓ Argomento confermato Confermato sul piano istituzionale: l'iniziativa parlamentare 19.475 è stata adottata, con l'obiettivo di dimezzare i rischi legati ai pesticidi entro il 2027, ridurre le perdite di azoto (-15 %) e fosforo (-20 %) entro il 2030, e un pacchetto di ordinanze entrato in vigore dal 2023. Fonte: Parlamento, oggetto 19.475; UFAG, pacchetto di ordinanze. Una riduzione mirata basta, senza divieto totale « Nessun divieto radicale necessario: una politica mirata ridurrà efficacemente i rischi. » — Oppositori, 2021 ✗~ Parzialmente smentito Parzialmente smentito a metà percorso: la traiettoria del -50 % è lontana dall'essere raggiunta. L'aumento delle vendite sintetiche nel 2022 e il calo globale trascurabile mostrano che la riduzione «mirata» promessa non ha finora prodotto il rapido calo annunciato. Fonte: UFAG, statistiche di vendita 2022. |
Bilancio fattuale
2 Confermato | 1 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ~ | Acqua potabile: un'eredità che persiste Il clorotalonil, vietato nel 2020, lascia metaboliti nelle falde; classificati «rilevanti» dall'USAV nel 2024, impongono trattamenti a diversi distributori. Il timore di un'acqua durevolmente segnata dai pesticidi si è parzialmente confermato — ma per altre vie rispetto all'iniziativa. Fonte: USAV, direttiva 2024/1. |
| ! | Vendite di pesticidi: nessun calo significativo La promessa implicita di un calo tramite lo status quo non si è concretizzata: +8 % di vendite sintetiche nel 2022, calo globale solo dell'1,5 % in quattordici anni. Il glifosato resta in testa. Fonte: UFAG, 2022. |
| ✓ | Via parlamentare: l'alternativa è stata attivata L'argomento chiave del campo del No si è concretizzato: l'Iv. pa. 19.475 fissa una traiettoria del -50 % dei rischi entro il 2027, con ordinanze in vigore. Resta da vedere se l'obiettivo sarà raggiunto. Fonte: Parlamento, 19.475. |
Il doppio no alle iniziative anti-pesticidi del giugno 2021 ha confermato quanto sia difficile, in Svizzera, far passare alle urne un divieto agricolo radicale: solo Basilea Città ha accettato, e la frattura città-campagna si è espressa con nettezza.
Nel merito, il dibattito non è scomparso con il rifiuto. I timori del campo del Sì sulla qualità dell'acqua trovano eco nel dossier del clorotalonil, i cui metaboliti continuano a preoccupare i distributori d'acqua potabile, anche se questa sostanza è stata bandita indipendentemente dal voto.
La scommessa del campo del No — ridurre i rischi per via parlamentare anziché con il divieto — è stata in parte onorata: il quadro legale esiste, ma le statistiche di vendita mostrano che il rapido calo promesso tarda a materializzarsi.
Quattro anni dopo, il bilancio è sfumato: né il collasso agricolo agitato dagli oppositori, né la rivoluzione ecologica sperata dai promotori, ma una riduzione amministrata, lenta e contestata nel ritmo.