Il 25 settembre 2022 il popolo svizzero ha accettato di stretta misura la riforma «AVS 21», volta a stabilizzare il finanziamento dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti. Sostenuta da una coalizione di destra e dal Consiglio federale, essa allineava l'età di riferimento delle donne a quella degli uomini: 65 anni.
Lo scrutinio verteva in realtà su due oggetti collegati: la modifica della legge sull'AVS (innalzamento dell'età delle donne, flessibilizzazione del pensionamento tra i 63 e i 70 anni, misure di compensazione per le donne vicine alla pensione) e un finanziamento aggiuntivo tramite un aumento dell'IVA. Entrambi dovevano essere approvati congiuntamente affinché la riforma entrasse in vigore.
Il contesto era quello di un'AVS le cui proiezioni ufficiali annunciavano deficit crescenti già dalla metà del decennio, per effetto del pensionamento dei baby boomer. La precedente grande riforma, Previdenza 2020, era fallita alle urne nel 2017; la destra cercava una vittoria dopo anni di stallo.
La sinistra, i sindacati e le organizzazioni femministe hanno combattuto il progetto, denunciando una riforma «sulle spalle delle donne», le cui rendite sono già inferiori a quelle degli uomini. Il risultato — 50,57 % di sì alla modifica della LAVS — fu uno dei più stretti del decennio e rivelò un netto divario tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca.
▲ Cantoni che hanno accettato Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Zugo, Basilea Campagna, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Ginevra, Vaud, Vallese, Friburgo, Neuchâtel, Giura, Ticino, Basilea Città, Sciaffusa, Soletta |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (Alain Berset, capo del dipartimento delle assicurazioni sociali) • PLR, UDC, Il Centro (Alleanza «2x SÌ all'AVS 21») • Verdi liberali e PEV • economiesuisse, USAM (associazioni mantello dell'economia) | ▼ Campo del No • Partito socialista, Verdi • USS (Pierre-Yves Maillard) e Travail.Suisse • Donne socialiste e collettivi dello sciopero femminista • Sindacati (Unia, SSP) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (Campo del Sì) Una stessa età di riferimento per donne e uomini « L'età di riferimento sarà la stessa per donne e uomini: 65 anni. » — Consiglio federale, opuscolo informativo, 2022 ✓ Argomento confermato Dal 1° gennaio 2024 la riforma è in vigore. L'età di riferimento delle donne viene innalzata a scaglioni di tre mesi dal 2025 (classe 1961) fino a raggiungere i 65 anni nel 2028 (classe 1964). L'armonizzazione formale promessa è realizzata secondo il calendario previsto. Fonte : UFAS, 2024 Una riforma che stabilizza l'AVS « AVS 21 garantisce il finanziamento dell'AVS per circa un decennio. » — Consiglio federale, 2022 ✗~ Parzialmente smentito Le nuove entrate (IVA all'8,1 % ed età innalzata) sono effettive. Ma nell'agosto 2024 l'UFAS ha riconosciuto un errore di modellizzazione che sovrastimava le spese future dell'AVS di circa 4 miliardi di franchi all'orizzonte 2033. Soprattutto, l'accettazione della 13esima rendita AVS nel marzo 2024 ha aggiunto diversi miliardi di oneri annui, cancellando in gran parte l'effetto stabilizzatore rivendicato. Fonte : UFAS, agosto 2024; UST Compensazioni garantite per le donne vicine alla pensione « Per le donne della generazione transitoria sono previste compensazioni. » — Consiglio federale, 2022 ✓ Argomento confermato Le misure di compensazione per le classi dal 1961 al 1969 (supplemento di rendita a vita per chi non anticipa, aliquote di riduzione favorevoli, anticipazione possibile dai 62 anni) sono entrate in vigore e si applicano dal 2025. Su questo punto la promessa di campagna è stata mantenuta. Fonte : UFAS / ahv-iv.ch, 2025 | ▼ Argomenti CONTRO (Campo del No) Una riforma pagata dalle donne « È uno schiaffo a tutte le donne. » — Donne socialiste svizzere, 2022 ✓~ Parzialmente confermato Di fatto l'innalzamento dell'età riguarda solo le donne, che ora lavorano fino a un anno in più. Le compensazioni attenuano l'effetto per la generazione transitoria senza annullarlo, e il divario previdenziale tra donne e uomini resta importante (rendite di vecchiaia delle donne nettamente inferiori, scarto complessivo intorno a un terzo secondo l'UST). Il principio si verifica; il «passo indietro per la parità» è temperato dalle compensazioni. Fonte : UST, statistica delle rendite L'urgenza finanziaria è sovrastimata « Il deficit annunciato serve a giustificare un regresso sociale. » — Comitato referendario, 2022 ✓~ Parzialmente confermato L'argomento è stato parzialmente confermato a posteriori: l'errore di calcolo dell'UFAS rivelato nell'agosto 2024 ha mostrato che le prospettive finanziarie dell'AVS erano troppo pessimistiche di circa 4 miliardi. Le cifre brandite durante la campagna erano dunque sovrastimate. La sfida demografica dell'AVS resta reale, ma l'entità del deficit invocato era esagerata. Fonte : UFAS, agosto 2024; RTS L'aumento dell'IVA pesa sul potere d'acquisto « Aumentare l'IVA significa far pagare soprattutto i redditi bassi. » — Oppositori di sinistra, 2022 ✓~ Parzialmente confermato L'IVA è stata effettivamente innalzata dal 7,7 % all'8,1 % il 1° gennaio 2024. L'aumento è reale ma modesto (0,4 punti) e diluito nei prezzi; il suo effetto sul potere d'acquisto è misurabile ma limitato e non ha costituito lo shock temuto. L'argomento si verifica nel fatto, in misura contenuta. Fonte : AFC / Consiglio federale |
Bilancio fattuale
2 Confermato | 3 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | L'armonizzazione delle età è realizzata Dal 2024 la riforma si applica; l'età di riferimento sarà fissata uniformemente a 65 anni entro il 2028. La promessa istituzionale centrale del campo del Sì è stata mantenuta. Fonte : UFAS, 2024 |
| ~ | Una «stabilizzazione» rapidamente superata L'errore di calcolo dell'UFAS (≈ 4 miliardi) e poi l'accettazione della 13esima rendita AVS nel marzo 2024 hanno cancellato gran parte dell'effetto stabilizzatore. Diciotto mesi dopo il voto, l'AVS affrontava già nuove sfide di finanziamento. Fonte : UFAS, agosto 2024 |
| ~ | Le donne, contribuenti nette della riforma Il costo dell'innalzamento dell'età grava sulle donne; le compensazioni addolciscono la transizione senza colmare il divario di rendite che persiste tra i sessi. Fonte : UST |
La riforma AVS 21 illustra la difficoltà cronica di riformare la previdenza per la vecchiaia in Svizzera: è servito uno degli scrutini più stretti del decennio, e un profondo divario linguistico, per far passare un'armonizzazione delle età che la maggior parte dei Paesi vicini aveva adottato da tempo.
Sul piano fattuale, gli impegni concreti del campo del Sì sono stati mantenuti: l'età di riferimento è armonizzata secondo il calendario previsto e le compensazioni per la generazione transitoria sono effettive. Sono risultati verificabili, indipendenti da ogni giudizio di valore.
Per contro, l'argomento centrale dell'urgenza finanziaria è invecchiato male. La rivelazione, nell'agosto 2024, di un errore di modellizzazione dell'UFAS che sovrastimava le spese dell'AVS di circa 4 miliardi, e poi la rapida accettazione della 13esima rendita, hanno ridimensionato la «stabilizzazione» promessa. Gli oppositori che denunciavano cifre allarmistiche hanno ricevuto, su questo punto, una conferma tardiva.
Resta il cuore del dibattito — l'equità tra i sessi — che i fatti non risolvono: le donne lavorano ora più a lungo per rendite che restano inferiori, ma beneficiano di compensazioni reali. Lo scrutinio ha spostato il cursore senza chiudere la controversia.