Il 18 giugno 2023 il popolo svizzero ha accettato con il 59,07 % la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, sull'innovazione e sul rafforzamento della sicurezza energetica (LCl), comunemente chiamata «legge sul clima e l'innovazione».
Il testo è un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Per un clima sano (iniziativa per i ghiacciai)», depositata nel 2019, che esigeva l'abbandono delle energie fossili entro il 2050. Giudicata troppo categorica dal Parlamento, l'iniziativa è stata contrapposta a una legge più flessibile, fondata su incentivi anziché su divieti o tasse. I promotori hanno ritirato il loro testo a favore della legge.
La legge iscrive l'obiettivo della neutralità carbonica (zero emissioni nette) all'orizzonte 2050, con obiettivi intermedi, e prevede aiuti finanziari: un programma d'impulso per la sostituzione dei riscaldamenti fossili e un sostegno all'innovazione delle imprese.
L'UDC ha lanciato un referendum, definendo la legge «costosa e menzognera» e agitando lo spettro di un'esplosione delle bollette e di una penuria di elettricità. Tutti gli altri partiti, il Consiglio federale e la maggioranza degli ambienti economici hanno sostenuto il testo, accettato da 19 dei 26 Cantoni.
▲ Cantoni che hanno accettato Ginevra (74,5 %), Vaud, Basilea Città, Zurigo, Berna, Lucerna, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Ticino, Vallese, Neuchâtel, Giura | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Svitto, Uri, Glarona, Turgovia, Obvaldo, Nidvaldo, Appenzello Interno |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (Albert Rösti, capo del DATEC) • PLR, Il Centro, PS, Verdi (tutti i partiti tranne l'UDC) • Verdi liberali e PEV • economiesuisse, Unione svizzera dei contadini e Federazione svizzera del turismo • Alleanza per il clima e promotori dell'iniziativa per i ghiacciai | ▼ Campo del No • UDC (Marco Chiesa, presidente) • ASNI (Azione per una Svizzera neutrale e indipendente) • Ambienti automobilistici e petroliferi • Una parte degli ambienti immobiliari contrari ai vincoli |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (Campo del Sì) Un obiettivo di neutralità carbonica iscritto nella legge « La legge fissa l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. » — Consiglio federale, 2023 ✓ Argomento confermato La legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2025. Iscrive la neutralità carbonica all'orizzonte 2050 con obiettivi intermedi vincolanti per la Confederazione. L'impegno centrale del campo del Sì è giuridicamente concretizzato. Fonte : UFAM, 2025 Aiuti, senza divieti né nuove tasse « Il testo non introduce alcun divieto, alcuna nuova tassa o tributo. » — Albert Rösti, consigliere federale, 2023 ✓ Argomento confermato Dal 1° gennaio 2025 sono attivi due programmi: 200 milioni di franchi all'anno per dieci anni per la sostituzione dei riscaldamenti fossili e 200 milioni all'anno per sei anni per l'innovazione. Come promesso, la legge non contiene né divieti né nuove tasse. Fonte : UFAM / Programma Edifici, 2025 Rafforzare la sicurezza energetica del Paese « La legge riduce la nostra dipendenza dalle energie fossili importate. » — Comitato del Sì, 2023 ✓~ Parzialmente confermato La legge orienta il Paese verso le energie indigene, ma la sicurezza dell'approvvigionamento è stata trattata soprattutto dalla legge sull'elettricità (Mantelerlass), accettata separatamente nel giugno 2024 con quasi il 68 %. La riduzione della dipendenza fossile è avviata ma resta graduale. Fonte : UFE, 2024 | ▼ Argomenti CONTRO (Campo del No) La bolletta energetica triplicherà « Ogni economia domestica pagherà fino a 9'600 franchi all'anno, contro i 3'000 di oggi. » — UDC, campagna 2023 ✗ Argomento smentito Questa cifra è stata definita infondata dalla comunità scientifica già durante la campagna. Non creando la legge alcuna tassa, dopo la sua entrata in vigore non si è verificata alcuna triplicazione delle bollette. La previsione non si è confermata. Fonte : Heidi.news; UFAM La legge comporta divieti « Si smantelleranno i riscaldamenti a olio e a gas e si vieteranno le auto a benzina. » — UDC, campagna 2023 ✗ Argomento smentito La legge non contiene esplicitamente alcun divieto: né dei veicoli termici, né dei riscaldamenti fossili esistenti. Funziona tramite incentivi finanziari. Nessun divieto di questo tipo è stato introdotto da questo testo. Fonte : UFAM; testo di legge (LCl) La legge aggraverà la penuria di elettricità « Questa legge aggraverà massicciamente la penuria di elettricità. » — Marco Chiesa, presidente dell'UDC, 2023 ✗~ Parzialmente smentito La penuria temuta non si è materializzata: l'approvvigionamento è rimasto stabile e la legge sull'elettricità del 2024 ha rafforzato la produzione indigena. La crescente elettrificazione pone tuttavia reali sfide di capacità a lungo termine, il che tempera la smentita. Fonte : UFE, 2024-2025 |
Bilancio fattuale
2 Confermato | 1 P. confermato | 1 P. smentito | 2 Smentito |
| ✓ | Gli obiettivi e gli aiuti sono in vigore La neutralità carbonica 2050 è iscritta nella legge e i programmi di sostegno (riscaldamenti, innovazione) sono attivi dal 1° gennaio 2025. La base promessa dal campo del Sì è in piedi. Fonte : UFAM, 2025 |
| ✓ | Gli scenari catastrofici non si sono realizzati Né triplicazione delle bollette, né divieti, né black-out: le previsioni allarmistiche del campo del No non si sono confermate nei due anni successivi al voto. Fonte : UFAM; comunità scientifica |
| ~ | Un'attuazione più lenta del previsto Diversi osservatori segnalano ritardi nel dispiegamento delle misure. Soprattutto, l'efficacia reale della legge sulle emissioni svizzere potrà essere giudicata solo a medio termine. Fonte : Associazioni climatiche; UFAM |
La legge sul clima e l'innovazione è nata da un compromesso: un controprogetto indiretto all'iniziativa per i ghiacciai, giudicata troppo rigida, concepito per fissare una rotta — la neutralità carbonica nel 2050 — senza divieti né nuove tasse. Questa architettura basata su incentivi spiega la sua netta accettazione, al 59 %, là dove progetti più vincolanti erano falliti.
L'elemento più notevole dello scrutinio riguarda il ruolo di Albert Rösti: consigliere federale UDC, all'origine del referendum come parlamentare, si è ritrovato a difendere davanti al popolo la legge che il suo partito combatteva. La regola della collegialità ha ancora una volta prevalso sulla linea di partito.
Nel merito, gli impegni di campagna del campo del Sì sono stati mantenuti: la legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2025, con i suoi programmi di sostegno alla sostituzione dei riscaldamenti e all'innovazione. Per contro, le previsioni catastrofiste del campo del No — esplosione delle bollette, divieti, penuria elettrica — non si sono materializzate nei due anni successivi.
Resta l'essenziale, che i fatti non risolvono ancora: l'efficacia reale della legge sulle emissioni svizzere. Gli aiuti sono in atto, ma la loro attuazione ha conosciuto ritardi, e la traiettoria verso il 2050 resta da dimostrare. Il verdetto definitivo appartiene al decennio a venire.