Il 18 giugno 2023 i Vodesi si pronunciavano su un'iniziativa popolare dei Verdi e dei Giovani Verdi che chiedeva di iscrivere la protezione del clima e della biodiversità nella Costituzione cantonale. Il testo esigeva che il Cantone e i Comuni riducessero in modo significativo gli impatti climatici negativi di ciascuna delle loro politiche, con l'orizzonte della neutralità carbonica nel 2050.
La posta in gioco andava oltre il gesto simbolico. Iscrivendo un obiettivo climatico nella legge fondamentale del Cantone, l'iniziativa intendeva obbligare durevolmente le autorità a orientare le proprie decisioni — pianificazione, energia, trasporti, finanze — in base alla loro impronta di carbonio. Consiglio di Stato e Gran Consiglio raccomandavano il sì.
Il contesto era quello di una Svizzera romanda in cui la questione climatica struttura il dibattito dalle grandi mobilitazioni del 2019. Vaud si univa così alla manciata di cantoni che hanno scelto di costituzionalizzare l'ambizione climatica, in un clima politico in cui solo l'UDC scendeva in campo contro il progetto.
▲ Sì — 62,7% 117'178 voti per l'iscrizione del clima nella Costituzione. Sostegno netto nelle città e nell'arco lemanico. | ▼ No — 37,3% 65'354 voti contrari. Partecipazione cantonale del 41,68%, nella media di uno scrutinio di metà legislatura. |
Le forze in campo
▲ Fronte del Sì • Verdi e Giovani Verdi vodesi — autori dell'iniziativa • Consiglio di Stato in corpore, raccomandazione di sì • Gran Consiglio maggioranza PS–Verdi–Centro • PLR Vaud libertà di voto | ▼ Fronte del No • UDC Vaud — unico partito a combattere il testo • Ambienti contrari temevano sovraccosti per famiglie e imprese |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (fronte del Sì) Un ancoraggio costituzionale impegna durevolmente l'azione pubblica ✓~ Parzialmente verificato. Dopo il voto il Cantone ha avviato l'attuazione annunciata: a fine 2023 è stata presentata una nuova legge sull'energia e il Piano clima cantonale poggia ora su questa base. L'articolo è effettivamente servito da riferimento, anche se la sua portata giuridica resta programmatica. Fonte : RTS / Le Temps, giugno 2023 Fissare la neutralità carbonica 2050 come obiettivo cantonale ✓~ Obiettivo iscritto, effetti differiti. L'orizzonte 2050 figura ormai nella Costituzione vodese. La sua traduzione concreta dipende tuttavia dalle leggi di applicazione, la prima delle quali — la revisione della legge sull'energia — era attesa già a fine 2023. Fonte : Opuscolo cantonale, votazione del 18 giugno 2023 | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) «Il portafoglio di ciascuno sarà la vittima principale» « Il portafoglio di ciascuno di noi è la vittima principale dell'accettazione dell'iniziativa sulla protezione del clima » ✗~ Finora non confermato. Due anni dopo il voto, nessun aumento fiscale diretto imputabile al solo articolo costituzionale è stato documentato. Il dibattito sui costi si è spostato sulle leggi di applicazione, in particolare la legge sull'energia, dove resta aperto. Fonte : UDC Vaud, citata da 24 heures / RTS, giugno 2023 Un articolo costituzionale resta largamente simbolico ✓~ In parte esatto. La portata della disposizione è anzitutto programmatica: senza leggi di applicazione vincolanti, l'effetto concreto resta limitato. È precisamente la posta delle revisioni legislative avviate dal 2023. Fonte : Analisi giuridiche cantonali, 2023 |
Il bilancio, due anni dopo
Con circa due anni di distanza, l'iscrizione del clima nella Costituzione vodese ha prodotto i suoi effetti soprattutto a monte: ha legittimato un'ondata di revisioni legislative, i cui risultati concreti restano da misurare.
62,7% di sì all'iscrizione del clima | 2050 orizzonte di neutralità carbonica | fine 2023 nuova legge sull'energia presentata | 1 partito solo l'UDC ha combattuto il testo |
Il sì al 62,7% conferma che la preoccupazione climatica è saldamente radicata nell'elettorato vodese, ben oltre il nucleo ecologista. Sostenuto dal Consiglio di Stato e da un'ampia coalizione, il testo ha trovato un solo avversario partitico, l'UDC.
La portata del testo resta tuttavia programmatica: un articolo costituzionale fissa una rotta, non decarbonizza da solo un cantone. La sua forza è anzitutto politica — rende ora più difficile, per ogni futura maggioranza, relegare il clima in secondo piano.
Il vero test si giocherà nelle leggi di applicazione. La revisione della legge sull'energia, presentata già a fine 2023, ne è il primo tassello concreto; è lì che si misureranno i costi e gli effetti evocati dai due fronti durante la campagna.