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Acceptée Fédéral Sécurité sociale, santé et prévoyance Société, famille et égalité 26 septembre 2004

Assicurazione maternità — congedo maternità retribuito

Il 26 settembre 2004 il popolo svizzero accetta finalmente l'introduzione di un'assicurazione maternità federale. Il risultato — 55,4 % di Sì — chiude una delle più lunghe saghe della politica sociale elvetica: un mandato costituzionale adottato nel 1945 era rimasto…

Oui — 55.4% Non — 44.6%
Participation : 53.82%
L'enjeu de l'époque

Il 26 settembre 2004 il popolo svizzero accetta finalmente l'introduzione di un'assicurazione maternità federale. Il risultato — 55,4 % di Sì — chiude una delle più lunghe saghe della politica sociale elvetica: un mandato costituzionale adottato nel 1945 era rimasto lettera morta per quasi sessant'anni.

Il progetto sottoposto al voto era una revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG). Prevedeva quattordici settimane di congedo indennizzato all'80 % del salario (con tetto massimo), finanziate dal regime esistente delle IPG anziché da una nuova assicurazione. Questa costruzione modesta e pragmatica era frutto di un compromesso tra ambienti femminili ed economici.

Il cammino era stato disseminato di fallimenti: i progetti del 1984, del 1987 e soprattutto quello del 1999 (respinto con oltre il 60 %) erano tutti naufragati, spesso giudicati troppo ambiziosi o troppo costosi. La Svizzera restava, salvo rare eccezioni, l'ultimo Paese occidentale senza congedo maternità retribuito a livello nazionale.

La posta in gioco era duplice: per il campo del Sì, porre fine a un'anomalia e tutelare le giovani madri lavoratrici; per il campo del No, evitare un nuovo onere sociale ritenuto superfluo e una strisciante statalizzazione della famiglia.

Nota metodologica : Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non di parte. I verdetti riguardano esclusivamente gli argomenti di campagna verificabili — cioè confrontabili con i fatti osservati dopo il voto — e non lo scrutinio in sé.
▲ Cantoni che hanno accettato
La revisione è stata accettata da una maggioranza di Cantoni, in particolare da tutti i Cantoni romandi (Vaud, Ginevra, Neuchâtel, Friburgo, Giura, Vallese) e dal Ticino, nonché dai grandi Cantoni urbani svizzero-tedeschi (Zurigo, Basilea Città, Berna).
▼ Cantoni che hanno rifiutato
Il No ha prevalso in diversi Cantoni conservatori della Svizzera centrale e orientale (in particolare nella Svizzera primitiva e ad Appenzello). Trattandosi di una legge federale, era richiesta solo la maggioranza del popolo: il rifiuto di questi Cantoni non è bastato a bloccare il progetto.

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
Consiglio federale e maggioranza del Parlamento (progetto di revisione LIPG)
Partito socialista, Verdi, PPD, PLR moderati ampio sostegno trasversale
Sindacati e organizzazioni femminili (Travail.Suisse, USS, alliance F)
Una parte degli ambienti economici aderenti al compromesso tramite le IPG
▼ Campo del No
Unione Democratica di Centro (UDC) principale opposizione
Ala liberale-conservatrice e fiscale contro un nuovo onere
Alcune organizzazioni padronali timore di costi aggiuntivi per le PMI
Unione Democratica Federale (UDF) opposizione di principio
Da notare : Dopo i ripetuti fallimenti di progetti più generosi (1987, 1999), è stata proprio la modestia del dispositivo — finanziato dalle IPG esistenti, senza nuova imposta — a permettere di riunire una maggioranza nel 2004.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
Attuare finalmente un mandato costituzionale del 1945
« È tempo di concretizzare un obbligo iscritto nella Costituzione da quasi sessant'anni e di colmare un ritardo inaccettabile. »
— Campo del Sì (PS, sindacati, organizzazioni femminili), 2004
✓ Argomento confermato
L'indennità di maternità è entrata in vigore il 1° luglio 2005, ponendo fine a decenni di blocco. Da allora a tutte le lavoratrici che soddisfano le condizioni AVS sono versate quattordici settimane all'80 % del salario.
Fonte : UFAS / Swissinfo — « L'assicurazione maternità diventa realtà »
Un finanziamento controllato, senza nuova imposta
« Passando attraverso il regime esistente delle IPG, il dispositivo resta economico e non impone un nuovo onere sproporzionato. »
— Campo del Sì, ambienti del compromesso, 2004
✓ Argomento confermato
Il finanziamento tramite le IPG si è rivelato sostenibile. Nel 2024 il fondo IPG raggiungeva quasi 2 miliardi di franchi e restava in attivo, con i congedi maternità che rappresentavano circa la metà delle spese.
Fonte : CHSS — « 20 anni di indennità di maternità »
Mantenere meglio le madri nel mondo del lavoro
« Un congedo retribuito permetterà alle giovani madri di conservare il legame con il datore di lavoro e il proprio reddito. »
— Campo del Sì, sindacati, 2004
✓~ Parzialmente confermato
Studi economici mostrano un effetto positivo moderato: migliore continuità occupazionale con il datore di lavoro precedente alla nascita e aumento dei redditi per alcune donne. Tali effetti restano però limitati e si attenuano entro cinque anni.
Fonte : Studio « Mothers at Work » (Labour Economics / IZA), 2023
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
Un onere finanziario insostenibile per l'economia
« Questa nuova prestazione appesantirà i costi per le imprese, in particolare le PMI, e graverà sulla competitività. »
— Campo del No (UDC, ambienti padronali), 2004
✗ Argomento smentito
Nessun sovraccarico significativo si è materializzato. Finanziata da un modesto contributo IPG, l'indennità non ha creato deficit; il fondo IPG ha anzi continuato a crescere fino a quasi 2 miliardi nel 2024.
Fonte : CHSS / UFAS — finanze delle IPG
Primo passo verso una costosa estensione dei congedi
« Accettare questo congedo significa aprire la porta a congedi parentali sempre più lunghi e onerosi. »
— Campo del No, 2004
✗~ Parzialmente smentito
Le estensioni successive sono rimaste modeste: un congedo di paternità di due settimane, accettato nel 2020 e anch'esso finanziato dalle IPG. Nessun generoso congedo parentale è stato istituito e la Svizzera resta in fondo alla classifica dell'OCSE.
Fonte : OCSE / votazione del 27 settembre 2020 (congedo di paternità)

Affiches de campagne (4)

Bilancio fattuale

2
Confermato
1
P. confermato
1
P. smentito
1
Smentito
Un mandato costituzionale finalmente attuato dopo sessant'anni
Entrata in vigore il 1° luglio 2005, l'indennità di maternità ha concretizzato un obbligo iscritto già nel 1945. Tutte le lavoratrici che soddisfano le condizioni ricevono quattordici settimane all'80 % del salario.
Fonte : UFAS — indennità di maternità
Un finanziamento tramite le IPG sano e duraturo
La scelta di passare dalle IPG anziché da una nuova assicurazione si è rivelata robusta: il fondo è rimasto largamente in attivo, smentendo i timori di derive finanziarie.
Fonte : CHSS — finanze delle IPG
~
Una prestazione rimasta modesta, la Svizzera in fondo all'OCSE
Con sole quattordici settimane e senza un vero congedo parentale, la Svizzera figura ancora in coda alla classifica dell'OCSE. Il congedo di paternità del 2020 ha colmato solo in parte le lacune.
Fonte : OCSE / REISO — bilancio dell'indennità di maternità
Analyse éditoriale
Conclusion

La votazione del 26 settembre 2004 ha chiuso una parentesi di sessant'anni. Accettando un dispositivo volutamente modesto, il popolo ha fatto ciò che progetti più ambiziosi non erano mai riusciti a realizzare: dotare la Svizzera di un congedo maternità retribuito a livello nazionale.

Il bilancio di vent'anni convalida l'essenziale del discorso del campo del Sì. Il finanziamento tramite le IPG, presentato come la chiave di volta del compromesso, ha mantenuto le promesse: il fondo è rimasto in attivo, senza l'« onere insostenibile » annunciato dagli oppositori.

I timori del campo del No si sono ampiamente sgonfiati. Né sovraccosti economici massicci, né scivolamento verso congedi smisurati: le estensioni successive, come il congedo di paternità del 2020, sono rimaste limitate e finanziate allo stesso modo.

Il principale neo deriva paradossalmente dal successo stesso della prudenza elvetica: la prestazione resta una delle più magre dell'OCSE. Ciò che gli uni presentano come una gestione responsabile, altri lo leggono come un ritardo persistente in materia di politica familiare.