Il 12 febbraio 2017 i Vodesi si pronunciano sulla Legge sulla conservazione e la promozione del parco locativo (LPPPL), adottata dal Gran Consiglio nel maggio 2016 e combattuta per via referendaria. Il Cantone vive allora una penuria abitativa cronica, con uno dei tassi di sfitto più bassi della Svizzera.
La legge intende dotare i Comuni di strumenti per una politica abitativa attiva: un diritto di prelazione per acquisire prioritariamente terreni destinati ad alloggi di utilità pubblica (LUP) e un controllo di demolizioni, trasformazioni e ristrutturazioni nei distretti in penuria.
Gli ambienti immobiliari, promotori del referendum (14'535 firme), denunciano una lesione della proprietà privata. La sinistra, l'Asloca e il centro difendono un compromesso parlamentare volto ad alleggerire gli inquilini. Lo scrutinio oppone due visioni del mercato immobiliare.
▲ La legge passa La LPPPL è accettata con il 55,5 % di sì (108'040 contro 86'635). Partecipazione: 48,3 %. | ▼ Il fronte del no Gli oppositori (ambienti immobiliari) raccolgono il 44,5 % dei voti — insufficiente per far cadere la legge. |
Gli attori in campo
▲ Fronte del Sì • Asloca (difesa degli inquilini) • PS e Verdi vodesi • Il centro (PPD), promotore del compromesso • Ampia maggioranza del Gran Consiglio (legge del 10 maggio 2016) | ▼ Fronte del No • Camera immobiliare vodese (CVI) e USPI Vaud • Ambienti immobiliari (referendum, 14'535 firme) • Il PLR e una parte dell'UDC • Centre patronal |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (fronte del Sì) La legge armerà i Comuni contro la penuria « La legge deve permettere al Cantone di uscire da una penuria inaccettabile che dura da quasi 20 anni » (sostenitori, 2017). ✓~ Parzialmente confermato. Entrata in vigore il 1° gennaio 2018, la LPPPL ha dotato i Comuni di un diritto di prelazione effettivamente utilizzato (Losanna, Renens) per creare alloggi di utilità pubblica. Ma la penuria non è scomparsa: il tasso di sfitto vodese è rimasto durevolmente basso. Fonte: Cantone di Vaud (vd.ch). Il diritto di prelazione sarà rigorosamente delimitato I sostenitori assicuravano che non si trattava di un'espropriazione generalizzata. ✓ Confermato. La legge subordina la prelazione a condizioni cumulative rigorose: creazione di LUP, distretto in penuria, parcella di almeno 1500 m² (salvo perimetro compatto). Lo strumento è rimasto mirato, lontano da un controllo del mercato. Fonte: Cantone di Vaud (vd.ch). | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) Il diritto di prelazione lede la proprietà Per gli ambienti immobiliari la legge apriva la via a una « deriva statalista ». ✗~ In parte smentito. Il diritto è stato effettivamente esercitato e ha alimentato contenziosi, ma il suo uso è rimasto limitato dalle condizioni legali: nessuna statalizzazione del mercato. Gli ambienti immobiliari chiedono tuttavia ancora una migliore « delimitazione ». Fonte: USPI Vaud; Centre patronal. La legge frenerà le ristrutturazioni e appesantirà la burocrazia Gli oppositori temevano un blocco dei lavori e un sovraccarico amministrativo. ✗~ Complessivamente smentito. Nessun crollo dell'edilizia o delle ristrutturazioni è stato constatato. Persistono attriti amministrativi e appelli a « incoraggiare i lavori di ristrutturazione », ma senza il blocco annunciato. Fonte: Centre patronal. |
Il bilancio, dal 2018
Entrata in vigore il 1° gennaio 2018, la LPPPL ha fatto soprattutto parlare di sé per il suo diritto di prelazione. Effettivamente utilizzato da diversi Comuni, resta delimitato da condizioni rigorose — senza aver riassorbito la penuria che lo aveva giustificato.
12.02.2017 Data dello scrutinio | 55,5 % Sì (accettata) | 48,3 % Partecipazione | 01.01.2018 Entrata in vigore |
Rare sono le leggi vodesi che riconciliano l'Asloca e il centro facendo al contempo sobbalzare la Camera immobiliare. La LPPPL c'è riuscita, frutto di un compromesso parlamentare che il referendum non è riuscito a disfare.
Il 55,5 % di sì traduce meno un'onda travolgente che un arbitrato: i Vodesi hanno convalidato l'idea di uno Stato che aiuta gli inquilini, senza firmare un assegno in bianco. La partecipazione modesta (48,3 %) ricorda che l'alloggio mobilita soprattutto chi ne soffre.
Sette anni dopo, la legge ha mantenuto le sue promesse minime — uno strumento esiste ed è usato — ma non quella grande: la penuria resta. Quanto alla « deriva statalista » annunciata, si è ridotta a qualche prelazione assai delimitata e a un contenzioso felpato.