All'inizio degli anni Duemila le finanze vodesi escono da una lunga serie di disavanzi. Per consolidare i conti, il Consiglio di Stato — con Pascal Broulis (PLR) alle Finanze e Pierre-Yves Maillard (PS) appena eletto — propone un pacchetto di aumenti fiscali mirati, accompagnato da una nuova legge sulle case di cura (EMS).
Il 17 aprile 2005 cinque oggetti sono sottoposti al popolo: imposta sugli utili immobiliari, imposta straordinaria sulla sostanza, imposta straordinaria sul dispendio (tassazione globale), riduzione della deduzione degli interessi sul risparmio e legge sugli EMS. La destra e gli ambienti economici lanciano il referendum.
Il verdetto è netto: tutti e cinque gli oggetti sono respinti, dall'imposta sugli utili immobiliari (61,5 % di no) alla legge sugli EMS (76,2 % di no), con una partecipazione attorno al 35 %. I Vodesi dicono no agli aumenti d'imposta — e il futuro darà loro ampiamente ragione.
▲ Il fronte del Sì (sconfitto) Consiglio di Stato, Partito socialista e sinistra difendevano aumenti « mirati » per finanziare scuole, EMS e ospedali. Tutti gli oggetti sono respinti. | ▼ Cinque oggetti, cinque no (17.04.2005) Utili immobiliari: 61,5 % no — Imposta straordinaria sulla sostanza: 64,7 % — Imposta straordinaria sul dispendio: 52,2 % — Deduzione interessi sul risparmio: 68,3 % — Legge sugli EMS: 76,2 %. |
Gli attori in campo
▲ Fronte del Sì (per gli aumenti) • Il Consiglio di Stato come collegio, tra cui Pascal Broulis (PLR, Finanze) e Pierre-Yves Maillard (PS) • Il Partito socialista, i Verdi e i sindacati • I difensori delle prestazioni pubbliche (scuole, EMS, ospedali) | ▼ Fronte del No (comitato referendario) • La destra (Radicali/Liberali, UDC) e gli ambienti economici • Le associazioni dei contribuenti e di difesa economica • Gli oppositori a ogni aumento d'imposta — compresa la base del partito del ministro delle Finanze |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (fronte del Sì) Senza queste entrate, le prestazioni pubbliche soffriranno « scuole, EMS, ospedali e sussidi pagheranno il rifiuto » Verdetto: ✗ Smentito dai fatti. I tagli annunciati non si sono concretizzati: già dalla metà degli anni Duemila le finanze vodesi si sono risanate e il Cantone ha inanellato eccedenze sotto l'era Broulis. Fonte: Le Temps; conti dello Stato di Vaud Uno sforzo fiscale « ragionevole » e mirato « lo sforzo chiesto ai contribuenti vodesi è ragionevole » Verdetto: ✗~ Giudicato non necessario — dal popolo e dal seguito. I Vodesi hanno rifiutato lo sforzo, e l'evoluzione delle finanze ha dato loro ragione: il Cantone ha pareggiato i conti senza questi aumenti, per poi abbassare le imposte (scudo fiscale 2009, RIE III 2016). Fonte: Le Temps | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) Il Cantone può pareggiare i conti senza nuove imposte « risparmi anziché aumenti d'imposta » Verdetto: ✓ Confermato. Il preventivo 2005 prevedeva già 200 milioni di risparmi; gli esercizi successivi hanno chiuso in attivo, confermando la tesi di un risanamento senza appesantimento fiscale. Fonte: Le Temps; conti cantonali Troppe imposte nuocciono all'attrattività del Cantone « non penalizzare contribuenti e imprese » Verdetto: ✓~ In gran parte confermato. Vaud è poi diventato fiscalmente più competitivo (RIE III accolta nettamente nel 2016). Riserva: lo scudo fiscale del 2009 è stato criticato per un'applicazione troppo generosa ai redditi elevati. Fonte: Le Temps; 24 heures |
Il bilancio, in cifre
✗ 5/5 oggetti fiscali respinti il 17.04.2005 | ✗ 76,2% di No al più respinto (legge sugli EMS) | ~ ~35% di partecipazione | ✓ Eccedenze finanze cantonali risanate negli anni successivi, senza gli aumenti |
Il 17 aprile 2005 mette in scena un classico vodese: un Consiglio di Stato che chiede uno sforzo fiscale per risanare i conti e un corpo elettorale che rifiuta nettamente. Curiosità: è la destra — la famiglia politica del ministro delle Finanze Pascal Broulis — a guidare il referendum contro il pacchetto del governo.
La bocciatura è massiccia e uniforme: cadono tutti e cinque gli oggetti, dal più combattuto (imposta sul dispendio, 52,2 % di no) al più netto (legge sugli EMS, 76,2 %).
Il seguito ha dato ragione agli oppositori. Lungi dall'asfissia annunciata, le finanze cantonali si sono risanate e il Cantone ha accumulato eccedenze, fino ad abbassare le imposte nel decennio seguente. I timori del fronte del Sì non si sono avverati.
Una riserva però: la moderazione fiscale è talvolta sfociata in generosità. Lo scudo fiscale adottato nel 2009 è stato criticato — e ha persino dato luogo a una controversia giuridica — per aver alleggerito troppo le imposte dei più abbienti. Sul 2005, tuttavia, il popolo aveva visto giusto.