Il 24 settembre 2006 il popolo svizzero si pronuncia su due testi complementari sostenuti dal consigliere federale Christoph Blocher, capo del Dipartimento di giustizia e polizia: una revisione della legge sull'asilo (LAsi) e una nuova legge sugli stranieri (LStr). Contro entrambi era stato lanciato il referendum.
La legge sugli stranieri riguarda ormai solo i cittadini di Stati terzi, poiché la libera circolazione disciplina già la sorte dei cittadini dell'UE e dell'AELS. Riserva l'accesso al mercato del lavoro alle persone altamente qualificate, armonizza il ricongiungimento familiare e rafforza l'integrazione. La revisione dell'asilo inasprisce nettamente il regime: non entrata nel merito (NEM) per i richiedenti senza documenti d'identità credibili, soppressione dell'aiuto sociale a favore del solo soccorso d'emergenza per i respinti, misure coercitive estese.
I Verdi e il PS lanciano i referendum, sostenuti da sindacati, Chiese e opere di soccorso (OSAR, Caritas, ACES, Amnesty). Per l'asilo ricevono persino l'appoggio di alcune sezioni cantonali del PPD e del PLR. Denunciano leggi discriminatorie e una rottura con la tradizione umanitaria.
Di fronte a loro, il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento promettono di combattere gli abusi preservando al contempo tale tradizione. La posta in gioco: fino a che punto inasprire la politica migratoria svizzera?
▲ Cantoni che hanno accettato Tutti i 26 Cantoni hanno accettato entrambe le leggi. Sostegno più forte a Svitto (80,1 % per l'asilo) e Nidvaldo (79,7 % per gli stranieri); il più risicato a Ginevra (52,5 % e 51,3 %). | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Nessun Cantone ha respinto l'uno o l'altro testo. |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Christoph Blocher consigliere federale (UDC), ministro di giustizia e polizia • Consiglio federale • UDC • PLR • PPD (maggioranza) • economiesuisse • Maggioranza del Parlamento | ▼ Campo del No • PS (comitato referendario) • I Verdi (comitato referendario) • USS e sindacati • OSAR, Caritas, ACES (opere di soccorso) • Amnesty International • Federazione delle Chiese protestanti • solidaritéS • Sezioni cantonali PPD/PLR (contro l'asilo, parzialmente) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Queste leggi combattono gli abusi preservando la tradizione umanitaria « Combattiamo risolutamente gli abusi nell'asilo e tra gli stranieri, senza rinnegare la nostra tradizione d'accoglienza. » — Consiglio federale e maggioranza, 2006 ✓~ Parzialmente confermato Il regime si è effettivamente inasprito (NEM, soccorso d'emergenza, coercizione), e il diritto d'asilo come il minimo vitale sono stati formalmente mantenuti. Ma l'effetto sugli «abusi» resta difficile da misurare, e le domande d'asilo hanno seguito soprattutto le crisi mondiali, indipendentemente dalla legge. Fonte: SEM; swissvotes.ch (n. 524/525). La legge sugli stranieri instaura un sistema d'ammissione chiaro « Apertura per l'UE e l'AELS, selettività per gli Stati terzi: una politica coerente e controllata. » — Sostenitori della LStr, 2006 ✓ Argomento confermato Il sistema duale è entrato in vigore il 1° gennaio 2008 e costituisce tuttora il quadro della politica migratoria: libera circolazione per UE/AELS, ammissione riservata ai lavoratori qualificati per i Paesi terzi. Fonte: SEM, LStr/LStrI in vigore dal 2008. | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Queste leggi suonano la campana a morto della tradizione umanitaria svizzera « Privare di documenti e di aiuto sociale famiglie e malati significa rompere con la nostra tradizione d'accoglienza. » — Comitato referendario, 2006 ✗~ Parzialmente smentito L'inasprimento è stato reale, ma la rottura annunciata non si è prodotta: il diritto d'asilo è stato mantenuto, il Tribunale federale ha garantito a tutti un minimo vitale (soccorso d'emergenza), e la Svizzera ha continuato a concedere protezione — anche durante il picco del 2015. Fonte: SEM; Tribunale federale (art. 12 Cost.). Sopprimere l'aiuto sociale ai respinti crea precarietà e clandestinità « Non si ridurranno gli abusi, si spingeranno le persone in strada e nella clandestinità. » — Opere di soccorso e sinistra, 2006 ✓~ Parzialmente confermato Una popolazione crescente si è ritrovata al soccorso d'emergenza, in una precarietà documentata dai Cantoni e dalle opere di soccorso, con alcuni scomparsi nella clandestinità. Per contro, l'effetto dissuasivo sul numero di domande non è mai stato chiaramente stabilito. Fonte: SEM, statistiche soccorso d'emergenza; OSAR. |
Affiches de campagne (15)
Bilancio fattuale
1 Confermato | 2 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | Un sistema d'ammissione duale diventato duraturo La legge sugli stranieri è entrata in vigore il 1° gennaio 2008. La sua logica — libera circolazione per UE/AELS, ammissione selettiva per gli Stati terzi — struttura ancora oggi la politica migratoria, fino alla legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) ribattezzata nel 2019. Fonte: SEM. |
| ~ | Un inasprimento che è proseguito Alle misure del 2006 (NEM, soccorso d'emergenza) sono seguite nuove revisioni: misure urgenti del 2012-2013 (accettate al 78,5 % nel 2013), ristrutturazione del 2016 (procedure accelerate, centri federali, in vigore dal 2019). Il regime d'asilo svizzero figura tra i più severi d'Europa. Fonte: SEM; swissvotes.ch. |
| ~ | Una tradizione umanitaria formalmente preservata Il diritto d'asilo è stato mantenuto e il Tribunale federale ha garantito a ciascuno un minimo vitale, anche in caso di esclusione dall'aiuto sociale. Ma la crescita della popolazione al soccorso d'emergenza e la sua precarietà mostrano che questa preservazione è avvenuta sotto tensione. Fonte: Tribunale federale; SEM. |
Il 24 settembre 2006 le due leggi sono accettate da circa il 68 % dei votanti e dall'insieme dei Cantoni, con una partecipazione di quasi il 48 %. È un plebiscito per la linea dura incarnata da Christoph Blocher, e uno dei voti fondatori della politica migratoria svizzera contemporanea.
Il verdetto dei fatti è sfumato. Il campo del Sì ha mantenuto la promessa di inasprimento e chiarezza: il sistema d'ammissione duale struttura ancora la politica degli stranieri, e le misure sull'asilo sono state non solo mantenute ma rafforzate nelle revisioni successive. Il timore del campo del No di una pura e semplice fine della tradizione umanitaria non si è invece verificato: diritto d'asilo e minimo vitale sono stati preservati, in particolare grazie alla giurisprudenza del Tribunale federale.
Resta la zona grigia. La soppressione dell'aiuto sociale ha effettivamente generato una precarietà duratura per una popolazione crescente che vive del soccorso d'emergenza, come avevano annunciato le opere di soccorso. Ma l'effetto sugli «abusi» e sul numero di domande, argomento centrale dei promotori, resta in larga misura indimostrabile: i flussi hanno seguito soprattutto le crisi internazionali. Un inasprimento reale, effetti reali sulle persone, ma un'efficacia rivendicata mai veramente provata.