L'8 febbraio 2004 i ginevrini hanno soppresso l'imposta sulle successioni e sulle donazioni per gli eredi in linea diretta. Promossa dalla destra cantonale, l'iniziativa trasformava un'eredità da genitori a figli — o tra coniugi — in una trasmissione totalmente esente da imposte.
Il verdetto delle urne ha sorpreso per la sua ampiezza: 74,6 % di sì, con una partecipazione del 56,1 %. Una vera valanga, sostenuta tanto dal carattere intimo e familiare della questione successoria quanto dalla campagna della destra.
Entrata in vigore il 1° giugno 2004, la riforma ha subito alleggerito il conto delle famiglie ginevrine — al prezzo, annunciato sin dall'inizio, di un calo delle entrate dello Stato stimato in circa 70 milioni di franchi all'anno.
Il risultato delle urne
▲ Sì — abolizione 74,6 % dei votanti ha approvato la soppressione dei diritti di successione e di donazione in linea diretta. Partecipazione: 56,1 %. | ▼ No — mantenimento dell'imposta 25,4 % avrebbe voluto conservare l'imposta successoria, giudicata utile alle entrate dello Stato e alla redistribuzione. |
Gli attori in campo
La linea di frattura fu classicamente sinistra-destra, ma il tema — l'eredità familiare — ha ampiamente travalicato l'elettorato di destra convincendo una maggioranza schiacciante.
▲ Fronte del Sì • Partito liberale ginevrino (all'origine dell'iniziativa) • Partito radicale (PLR) (sostegno della destra di governo) • UDC Ginevra • Ambienti economici (camere padronali, notariato) | ▼ Fronte del No • Partito socialista ginevrino • I Verdi • Alliance de gauche (AdG) • Sindacati (difesa delle entrate pubbliche) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (fronte del Sì) Non tassare due volte il risparmio familiare « Ciò che è trasmesso ai figli è già stato tassato in vita dei genitori: tassarlo di nuovo è una doppia pena », sostenevano i promotori. ✓ Promessa mantenuta La riforma ha effettivamente soppresso ogni imposta di successione e donazione per figli, nipoti e coniugi superstiti. Per questi eredi la trasmissione è esente dal 1° giugno 2004. Fonti: Le Temps, 09.02.2004; legislazione fiscale ginevrina (in vigore 01.06.2004). Trattenere e attirare i buoni contribuenti « Senza questa imposta, famiglie e pensionati facoltosi smetteranno di lasciare il cantone », affermava la destra. ✓~ In parte verificato Ginevra ha effettivamente rafforzato la propria attrattività fiscale per i contribuenti agiati, argomento ripreso da allora. Isolare l'effetto proprio di questa sola riforma resta però delicato. Fonte: dibattiti fiscali ginevrini successivi (Le Temps). | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) Un regalo ai patrimoni più grandi « L'abolizione giova anzitutto alle grandi fortune, non alle famiglie modeste », avvertiva la sinistra. ✓~ In parte confermato Tutti gli eredi in linea diretta ci guadagnano, ma il vantaggio cresce con la dimensione della successione: i patrimoni più elevati sono, in valore, i primi beneficiari. Fonte: analisi della fiscalità successoria ginevrina. Un buco duraturo nelle casse dello Stato « Sono 70 milioni all'anno che mancheranno alle prestazioni pubbliche », ammoniva il fronte del No. ✓ Confermato La perdita di entrate è stata cifrata sin dall'inizio attorno ai 70 milioni di franchi annui. L'imposta successoria in linea diretta è scomparsa dalle entrate ordinarie del cantone. Fonte: stime dello Stato di Ginevra, 2004. |
Il bilancio in cifre
Vent'anni dopo, l'esenzione resta in vigore e la sinistra non è mai riuscita a smantellarla nelle urne — segno di un attaccamento duraturo dei ginevrini alla trasmissione familiare detassata.
74,6 % di sì — l'imposta successoria in linea diretta è abolita | 56,1 % di partecipazione allo scrutinio dell'8 febbraio 2004 | 1° giugno 2004 entrata in vigore dell'esenzione | ~70 mln di entrate annue in meno per il cantone |
Il punteggio del 2004 — quasi tre ginevrini su quattro — supera di gran lunga i confini abituali della destra. L'eredità tocca l'intimo: pochi elettori amano l'idea che lo Stato si serva al momento di un decesso in famiglia. La destra ha saputo trasformare una rivendicazione fiscale in un'evidenza morale.
Nel merito, la promessa centrale è stata mantenuta: figli e coniugi non pagano più nulla. Anche il timore avverso si è verificato: il cantone ha rinunciato a entrate dell'ordine di 70 milioni l'anno, in un bilancio peraltro regolarmente sotto pressione.
Resta la questione dell'equità, mai risolta. L'esenzione giova a tutti gli eredi diretti, ma tanto più quanto è grande la fortuna trasmessa. È il tallone d'Achille politico della riforma, e la ragione per cui la sinistra vi ritorna periodicamente.
Vent'anni dopo, l'acquisito tiene. I tentativi di reintrodurre un contributo sulle grandissime successioni sono falliti nelle urne, confermando che i ginevrini, su questo terreno, non vogliono tornare indietro.