Il 24 aprile 2005 Ginevra risolse una questione posta senza sosta dal 1993: i residenti stranieri devono poter votare nel loro comune? In un cantone dove quasi il 40 % della popolazione non possiede il passaporto svizzero, la posta democratica è considerevole — decine di migliaia di persone pagano le imposte ma non hanno voce in capitolo a livello comunale.
Due iniziative costituzionali gemelle furono sottoposte al popolo. La «minore» chiedeva il solo diritto di voto comunale; la «maggiore», più ambiziosa, vi aggiungeva l'eleggibilità, ossia il diritto di candidarsi. Dietro di esse, un comitato trasversale riuniva Antonio Hodgers (Verdi), Pierre Maudet (radicale), Sandrine Salerno (PS), Olivier Fiumelli (PLR) e Carmelo Laganà (PDC).
Il verdetto delle urne fu un compromesso netto: il diritto di voto passò (52,29 % di Sì), ma l'eleggibilità venne respinta (52,78 % di No). Gli stranieri stabiliti in Svizzera da almeno otto anni votano da allora nei comuni ginevrini — senza poter essere eletti. Ginevra si affiancò così a Neuchâtel, Giura, Vaud e Friburgo.
▲ Il Sì vince (diritto di voto) • Iniziativa «la minore» accolta con il 52,29 %. • Diritto di voto e di firma comunale agli stranieri residenti da ≥ 8 anni in Svizzera. • Applicazione dalle elezioni comunali del 2007. | ▼ Il No vince (eleggibilità) • Iniziativa «la maggiore» (voto + eleggibilità) respinta con il 52,78 %. • L'eleggibilità — candidarsi al Consiglio comunale — resta riservata agli svizzeri. • Il dibattito «J'y vis, j'y siège» riemergerà, senza successo, nel 2015-2017. |
Attori e personalità
▲ Fronte del Sì • Comitato «J'y vis, j'y vote» (coalizione trasversale) • Antonio Hodgers (Verdi) • Pierre Maudet (Partito radicale) • Sandrine Salerno (PS) • Olivier Fiumelli (PLR) • Carmelo Laganà (PDC) • CCSI (Centro di contatto svizzeri-immigrati), sindacati | ▼ Fronte del No • UDC ginevrina contraria a entrambe le iniziative • Ala conservatrice del Partito liberale • Ambienti sovranisti legati al vincolo voto–nazionalità |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (fronte del Sì) «Chi vive qui e paga le imposte qui deve poter decidere qui» « Non si può chiedere agli stranieri di integrarsi e negare loro al contempo ogni partecipazione alla vita cittadina. » Verdetto: ✓~ Argomento in parte confermato. Il diritto è entrato in vigore ed è stato esercitato dal 2007; la partecipazione degli elettori stranieri si è rivelata reale ma modesta, e l'effetto sull'integrazione resta difficile da quantificare. Fonte: Tribune de Genève; ge.ch/votations. «Un diritto già collaudato altrove» « Neuchâtel e il Giura concedono questo diritto da decenni senza il minimo disordine istituzionale. » Verdetto: ✓ Confermato. Dopo il 2007 non si è osservata alcuna destabilizzazione dei comuni ginevrini; l'esperienza dei cantoni pionieri si è verificata. Fonte: CCSI, rapporto annuale 2005. | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) «Votare senza cittadinanza svaluta la naturalizzazione» « A che serve chiedere il passaporto svizzero se si ottengono i diritti politici senza di esso? » Verdetto: ✗~ Timore non verificato. Le domande di naturalizzazione non sono crollate a Ginevra dopo il 2005; nessun nesso causale documentato. Fonte: Statistiche cantonali delle naturalizzazioni. «Rischio di voto comunitario» « Si apre la porta a un voto etnico che frammenterà i nostri comuni. » Verdetto: ✗ Smentito. Nessuna frattura comunitaria né blocco di «voto etnico» è emerso; la partecipazione straniera si è fusa nella normale vita politica. Fonte: Analisi politologiche post-2007 (UNIGE). |
Bilancio dei fatti
Vent'anni dopo, il diritto di voto comunale degli stranieri è entrato nel costume ginevrino senza provocare gli sconvolgimenti annunciati. Viene esercitato a ogni elezione comunale dal 2007.
Il punto rimasto aperto è l'eleggibilità: respinta nel 2005, è stata oggetto di nuovi tentativi («J'y vis, j'y siège») senza esito. Uno straniero può votare per il Consiglio comunale ginevrino ma ancora non sedervi.
✓ Diritto di voto applicato Effettivo dalle comunali del 2007, senza incidenti istituzionali. | ~ Partecipazione misurata Mobilitazione reale ma modesta dell'elettorato straniero. | ! Eleggibilità ancora chiusa Candidarsi resta riservato ai titolari del passaporto svizzero. |
La doppia votazione del 2005 illustra un cantone che avanza a piccoli passi. Ginevra dice sì alla partecipazione, no alla piena condivisione del potere: il residente straniero diventa elettore, non eletto. Questo compromesso ha retto vent'anni.
I timori del fronte del No — svalutazione della naturalizzazione, voto comunitario — non si sono materializzati. All'opposto, la promessa di un'integrazione rafforzata dalla scheda si è rivelata reale ma difficile da misurare.
Resta l'angolo cieco: vent'anni dopo, l'eleggibilità rimane chiusa. Ginevra resta a metà strada, tra audacia e prudenza.