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Refusée Fédéral Institutions et démocratie Migration et asile 28 février 2016

Iniziativa «Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati (iniziativa per l’attuazione)» (UDC)

Il 28 febbraio 2016 il popolo svizzero si pronuncia sull'iniziativa dell'UDC «Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati (iniziativa per l'attuazione)». Il testo vuole iscrivere nelle disposizioni transitorie della Costituzione un catalogo dettagliato e direttamente applicabile di espulsioni automatiche…

Oui — 41.15% Non — 58.9%
Participation : 63.73%
L'enjeu de l'époque

Il 28 febbraio 2016 il popolo svizzero si pronuncia sull'iniziativa dell'UDC «Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati (iniziativa per l'attuazione)». Il testo vuole iscrivere nelle disposizioni transitorie della Costituzione un catalogo dettagliato e direttamente applicabile di espulsioni automatiche degli stranieri condannati, limitando fortemente il potere di apprezzamento dei giudici.

L'iniziativa fa seguito all'accettazione, nel 2010, dell'iniziativa «per l'espulsione degli stranieri che commettono reati». L'UDC, giudicando troppo blanda l'attuazione parlamentare, lancia questo secondo testo mentre il termine legale non è ancora scaduto e le Camere lavorano. Nel 2015 il Parlamento adotta comunque la sua legge d'applicazione; in assenza di referendum, essa entra in vigore indipendentemente dallo scrutinio.

La campagna provoca una mobilitazione di ampiezza inedita. Il movimento Operation Libero, la società civile, gli ambienti economici, le Chiese, i giuristi e la quasi totalità dei partiti denunciano un attacco allo Stato di diritto, alla proporzionalità, alla separazione dei poteri e alla libera circolazione delle persone conclusa con l'UE.

Il popolo rifiuta l'iniziativa con il 58,9 % dei voti e 20 Cantoni. La partecipazione raggiunge il 63,73 % – la più alta dal voto sullo SEE del 1992. Solo sei Cantoni della Svizzera centrale e il Ticino l'accettano.

Nota metodologica : Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non di parte. I verdetti riguardano unicamente gli argomenti di campagna verificabili – ossia confrontabili con i fatti osservati dopo il voto – e non lo scrutinio in sé.
▲ Cantoni che hanno accettato
Appenzello Interno, Nidvaldo, Obvaldo, Svitto, Ticino, Uri (6 Cantoni)
▼ Cantoni che hanno rifiutato
Argovia, Appenzello Esterno, Berna, Basilea Campagna, Basilea Città, Friburgo, Ginevra, Glarona, Grigioni, Giura, Lucerna, Neuchâtel, San Gallo, Sciaffusa, Soletta, Turgovia, Vaud, Vallese, Zugo, Zurigo (20 Cantoni)

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
UDC (partito promotore dell'iniziativa)
ASNI (Azione per una Svizzera indipendente e neutrale)
Lega, MCG, UDF (piccoli partiti favorevoli)
▼ Campo del No
Operation Libero (movimento civico, rivelato da questa campagna (Flavia Kleiner))
Consiglio federale (Simonetta Sommaruga, capo del DFGP)
PS, PLR, PPD, Verdi, PVL, PBD (opposizione trasversale)
economiesuisse, USAM (ambienti economici)
Chiese, giuristi, artisti (ampio fronte della società civile)
Da notare : Con il 63,73 % di partecipazione, questo scrutinio ha mobilitato più elettori di qualsiasi altro dal voto sullo SEE del 1992. Ha inoltre fatto emergere Operation Libero come forza politica nazionale.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
L'attuazione parlamentare è troppo blanda: i criminali non saranno espulsi
« Senza la nostra iniziativa, i giudici continueranno a non espellere gli stranieri criminali. »
— Comitato d'iniziativa UDC, campagna 2016
✗~ Parzialmente smentito
La legge parlamentare d'applicazione (art. 66a e seguenti del Codice penale) è entrata in vigore il 1° ottobre 2016 e ha portato da allora a diverse migliaia di espulsioni penali pronunciate. Il regime d'espulsione funziona eccome, senza che l'iniziativa fosse necessaria.
Fonte: art. 66a CP (in vigore dal 01.10.2016); statistiche delle espulsioni penali, UST.
Il popolo ha votato l'espulsione nel 2010: va applicata senza scappatoie
« La volontà popolare del 2010 dev'essere attuata senza clausole che la svuotino. »
— UDC, campagna 2016
✓~ Parzialmente confermato
La volontà del 2010 è stata effettivamente attuata tramite l'art. 66a CP, con espulsioni reali. Ma l'esigenza di un automatismo «senza scappatoie» non è passata: la legge conserva una clausola di rigore che lascia al giudice un margine di apprezzamento, proprio ciò che l'iniziativa voleva sopprimere.
Fonte: legge d'applicazione dell'art. 121 cpv. 3-6 Cost.; art. 66a cpv. 2 CP (clausola di rigore).
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
La legge già adottata basta: l'iniziativa è inutile
« Il Parlamento ha fatto il suo lavoro; questa iniziativa non aggiunge nulla e scavalca le istituzioni. »
— Consiglio federale e ampio fronte del No, 2016
✓ Argomento confermato
La legge d'applicazione adottata nel 2015 è entrata in vigore nell'ottobre 2016 e applica l'espulsione degli stranieri criminali per un catalogo di reati. L'obiettivo di fondo è stato quindi raggiunto senza l'iniziativa, confermando che non era necessaria.
Fonte: entrata in vigore dell'art. 66a CP (01.10.2016).
L'automatismo senza proporzionalità viola lo Stato di diritto e la CEDU
« Privare il giudice di ogni apprezzamento tradisce la proporzionalità e i nostri impegni internazionali. »
— Ambienti giuridici e Operation Libero, 2016
✓~ Parzialmente confermato
La giurisprudenza successiva del Tribunale federale sull'espulsione penale ha regolarmente ricordato l'esigenza di proporzionalità e il rispetto dell'art. 8 CEDU (vita privata e familiare). Il principio di proporzionalità che l'iniziativa voleva eliminare si è rivelato centrale nell'applicazione del diritto.
Fonte: giurisprudenza del Tribunale federale sull'art. 66a CP e l'art. 8 CEDU.

Affiches de campagne (23)

Bilancio fattuale

1
Confermato
2
P. confermato
1
P. smentito
0
Smentito
Gli stranieri criminali vengono eccome espulsi
Il rifiuto dell'iniziativa non ha impedito l'espulsione degli stranieri criminali: l'art. 66a CP, in vigore dall'ottobre 2016, ha comportato diverse migliaia di espulsioni penali. L'obiettivo di fondo è stato raggiunto per via parlamentare.
Fonte: art. 66a CP; statistiche UST delle espulsioni penali.
~
La clausola di rigore: valvola, non colabrodo
La clausola di rigore temuta dall'UDC non ha svuotato la legge. È applicata solo in una minoranza di casi e il suo uso è stato rigorosamente inquadrato dal Tribunale federale. L'espulsione resta la regola per i reati gravi.
Fonte: giurisprudenza del Tribunale federale sull'art. 66a cpv. 2 CP.
Lo Stato di diritto preservato
Rifiutando l'iniziativa, il popolo ha evitato di iscrivere nella Costituzione un automatismo che escludeva l'apprezzamento del giudice. La proporzionalità, riaffermata dalla giurisprudenza, è rimasta garantita senza che l'efficacia delle espulsioni ne risentisse.
Fonte: Costituzione federale; giurisprudenza del TF.
Analyse éditoriale
Conclusion

Il 28 febbraio 2016 resterà una svolta: un'iniziativa dell'UDC su un tema ritenuto vincente – l'espulsione degli stranieri criminali – viene spazzata via da quasi il 59 % dei voti, al termine di una mobilitazione civica senza pari da un quarto di secolo. È anche l'atto di nascita politico di Operation Libero.

Il paradosso dello scrutinio sta in una frase: l'iniziativa è stata respinta, ma il suo obiettivo di fondo era già realizzato. La legge d'applicazione adottata dal Parlamento nel 2015 è entrata in vigore nell'ottobre 2016; da allora l'espulsione penale degli stranieri condannati è una realtà contata a migliaia. Il popolo non ha rifiutato di espellere i criminali – ha rifiutato di farlo eliminando il giudice.

Ciò che l'UDC presentava come una «scappatoia» – la clausola di rigore – si è rivelato una valvola stretta, rigorosamente inquadrata dal Tribunale federale, e non il buco spalancato annunciato. Al contrario, il timore del campo del No, quello di un automatismo incompatibile con la proporzionalità e la CEDU, ha trovato eco in una giurisprudenza che non ha smesso di ricordare tali esigenze.

La votazione del 2016 illustra così una singolarità svizzera: un rifiuto popolare può coesistere con l'applicazione effettiva della misura dibattuta. Gli stranieri criminali vengono espulsi; il giudice, invece, non è stato messo alla porta.