A Ginevra, la legge sulle demolizioni, trasformazioni e ristrutturazioni delle case d'abitazione (LDTR) è, sin dagli anni Ottanta, il pilastro della protezione del parco locativo: disciplina rigorosamente la vendita degli appartamenti in affitto e limita i «licenziamenti-vendita», ossia le disdette del contratto destinate a vendere l'alloggio occupato.
Nel novembre 2015 il Gran Consiglio, a maggioranza di destra, adotta la legge 11408, battezzata «Più libertà per gli inquilini» e soprannominata «legge Zacharias» dal nome del suo promotore, il deputato e proprietario immobiliare Ronald Zacharias. Autorizzerebbe, a certe condizioni, la vendita di un appartamento al suo inquilino in essere, a un prezzo massimo di 6 900 franchi al metro quadrato indicizzato. L'ASLOCA e il Raggruppamento per una politica sociale dell'alloggio lanciano immediatamente un referendum.
Il 5 giugno 2016 i ginevrini respingono la legge con il 51,82 % di no contro il 48,18 % di sì. Il corpo elettorale preserva la LDTR e richiude la porta ai licenziamenti-vendita che il testo, secondo i suoi avversari, avrebbe riaperto. Due mesi dopo, Ronald Zacharias annuncia che rilancerà lo stesso progetto con un'iniziativa.
▲ Sì alla legge — minoranza Sì alla legge: 48,18 % — minoranza Sostegno della destra e degli ambienti immobiliari Prezzo di vendita massimo previsto: 6 900 fr./m² | ▼ No alla legge — maggioranza No alla legge: 51,82 % — prevale LDTR preservata, licenziamenti-vendita non ripristinati Referendum condotto dall'ASLOCA e dalla sinistra |
Le forze in campo
▲ Fronte del Sì (la legge Zacharias) • Ronald Zacharias, deputato e proprietario immobiliare, promotore della legge • PLR, il Centro, MCG e UDC, maggioranza del Gran Consiglio • Camera immobiliare ginevrina (CGI) e ambienti dei proprietari | ▼ Fronte del No (i referendari) • ASLOCA Ginevra e Raggruppamento per una politica sociale dell'alloggio • PS, Verdi e solidaritéS, uniti contro la legge • Sindacati e associazioni di inquilini |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti PRO (fronte del Sì) Bisogna dare agli inquilini la libertà di comprare il proprio alloggio. «Questa legge significa più libertà per gli inquilini» (promotori, 2016). ✗ Promessa mai messa alla prova. Essendo stata respinta la legge, il meccanismo non è mai esistito. Prevale lo status quo: Ginevra resta il cantone con il più basso tasso di proprietari della Svizzera (meno di un nucleo familiare su cinque), il che alimenta ancora il dibattito sull'accesso alla proprietà. Fonte: UST, statistica dell'alloggio; opuscolo cantonale 5 giugno 2016. La LDTR è troppo rigida e blocca ogni evoluzione del parco. «Basta camicia di forza: restituiamo un po' di flessibilità al mercato» (fronte del Sì, 2016). ✗~ Non confermato dai fatti. Nessun blocco massiccio imputabile alla sola LDTR è stato dimostrato dal 2016; la penuria ginevrina (tasso di sfitto stabilmente inferiore all'1 %) dipende anzitutto dalla scarsità dei terreni e dalla pressione demografica. Fonte: OCSTAT, tasso di sfitto degli alloggi, 2016-2024. | ▼ Argomenti CONTRO (fronte del No) La legge smantella la LDTR e riapre la porta ai licenziamenti-vendita. «Gli speculatori fanno soltanto regali avvelenati» (ASLOCA, 2016). ✓ Confermato: l'offensiva è proseguita. Il rifiuto ha preservato la LDTR, ma il timore di un nuovo attacco si è verificato: Ronald Zacharias ha rilanciato il progetto con un'iniziativa e, nel dicembre 2025, un nuovo referendum è stato lanciato contro l'ennesima modifica della LDTR che autorizza la vendita agli inquilini. Fonte: comunicati ASLOCA e Verdi Ginevra, 2016-2025. Sarà l'inferno per gli inquilini: si cacceranno i bassi redditi da Ginevra. «Costringere i bassi redditi a lasciare Ginevra? No!» (comitato referendario, 2016). ✓~ Obiettivo raggiunto per questo testo. Bloccando la legge, i referendari hanno impedito il meccanismo di licenziamenti-vendita mirato. Gli affitti ginevrini restano tra i più alti della Svizzera, ma la protezione specifica della LDTR contro le vendite forzate è stata mantenuta. Fonte: ASLOCA Ginevra; OCSTAT, affitti, 2016-2024. |
Il bilancio, un decennio dopo
05.06.2016 Data della votazione | 51,82 % No alla legge | 48,18 % Sì alla legge | 6 900 fr./m² Tetto di vendita previsto |
Lo scrutinio del 5 giugno 2016 illustra una costante ginevrina: sull'alloggio, il minimo ritocco alla LDTR si risolve in una battaglia campale nelle urne. Con il 51,82 % contro il 48,18 %, lo scarto è esiguo — meno di quattro punti — ma sufficiente a rispedire la «legge Zacharias» negli spogliatoi e a confermare che la protezione del parco locativo resta una linea rossa per una risicata maggioranza di ginevrini.
Il verdetto dei fatti dà ragione, nell'essenziale, al fronte del No: la LDTR è rimasta intatta e i licenziamenti-vendita non sono stati ripristinati. Soprattutto, il loro pronostico implicito — «torneranno» — si è verificato alla lettera, poiché il dossier è riemerso per via d'iniziativa e poi, nel 2025, di un nuovo referendum.
Il fronte del Sì, invece, non può davvero essere giudicato sulla sua promessa centrale: respinta, la legge non ha mai potuto dimostrare che avrebbe aperto la proprietà agli inquilini. Resta un fatto ostinato che la sua sconfitta non ha risolto: Ginevra rimane il cantone in cui si è meno spesso proprietari del proprio tetto.