Il 2 dicembre 2001 il popolo svizzero è chiamato a iscrivere nella Costituzione un «freno all'indebitamento». Il contesto è quello di un decennio, gli anni Novanta, finanziariamente doloroso: dopo la recessione dei primi anni Novanta, la Confederazione ha accumulato disavanzi di miliardi e ha visto gonfiarsi il proprio debito, anche a causa del risanamento delle casse pensioni del personale federale.
Il meccanismo, promosso dal consigliere federale radicale Kaspar Villiger, ministro delle Finanze e «padre» dello strumento, limita le spese al livello delle entrate strutturali, ossia corrette dalle oscillazioni congiunturali. Nelle fasi di bassa congiuntura i disavanzi restano possibili, ma vanno compensati negli anni successivi tramite un conto di compensazione. Le spese straordinarie sottostanno a un distinto conto di ammortamento.
Trattandosi di una revisione costituzionale (art. 126 Cost.), l'oggetto è sottoposto al referendum obbligatorio: occorre la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Il Consiglio federale e la quasi totalità dei partiti borghesi sostengono il progetto; la sinistra e i sindacati lo combattono, ma senza grande vigore.
Il risultato è un plebiscito: 84,74 % di Sì e tutti i 26 Cantoni accettano. La disposizione entra in vigore già nel 2003 e diventa uno dei pilastri della politica di bilancio svizzera.
▲ Cantoni che hanno accettato Tutti i 26 Cantoni hanno accettato (maggioranza dei Cantoni obbligatoria raggiunta): Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Ticino, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra, Giura. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Nessun Cantone ha rifiutato il freno all'indebitamento. |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (all'unanimità) • Kaspar Villiger consigliere federale PLR, ministro delle Finanze, promotore • PLR, PPD, UDC, PLS oltre a PEV, PCS, UDF • economiesuisse, Unione padronale, USAM ambienti economici | ▼ Campo del No • Partito socialista (PS) opposizione giudicata «fiacca» dalla stampa • I Verdi (GPS) • Partito del Lavoro (PdL), Lega • Unione sindacale svizzera (USS) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Finanze risanate, debito sotto controllo « Il freno all'indebitamento stabilizzerà durevolmente le finanze federali e permetterà di ridurre il debito. » — Campo del Sì, opuscolo ufficiale 2001 ✓ Argomento confermato Confermato. Dal 2003 al 2019 le eccedenze strutturali hanno permesso di ridurre il debito della Confederazione di circa 27 miliardi di franchi; il tasso d'indebitamento è sceso dal 25,3 % (2003) al 13,5 % (2019). Fonte: Amministrazione federale delle finanze (AFF). Un meccanismo flessibile e resistente alle crisi « La regola lascia agire gli stabilizzatori congiunturali e prevede una valvola per le spese straordinarie. » — Kaspar Villiger, ministro delle Finanze (PLR) ✓ Argomento confermato Confermato. Durante la pandemia la Confederazione ha sostenuto circa 30 miliardi di spese straordinarie, assorbite dal conto di ammortamento, senza sospendere la regola. Fonte: AFF; economiesuisse. Un modello di disciplina di bilancio « La Svizzera si dota di uno strumento esemplare di gestione delle finanze pubbliche. » — economiesuisse, campagna 2001 ✓ Argomento confermato Confermato. La Germania ha introdotto nel 2009 un proprio «freno all'indebitamento» direttamente ispirato al meccanismo svizzero. Fonte: La Vie économique. | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Un'austerità che aggraverà le crisi « Costringere il bilancio nelle fasi di bassa congiuntura significa aggravare la recessione con tagli forzati. » — Campo del No (sinistra e sindacati), 2001 ✗ Argomento smentito Smentito. La spirale austeritaria temuta non si è materializzata: poiché la regola mira all'equilibrio strutturale e non annuale, la Svizzera ha attraversato le crisi del 2008-2009 e della pandemia senza piani di austerità, con una crescita mantenuta. Fonte: AFF; SECO. Una perdita di sovranità di bilancio del Parlamento « Il freno svuoterà della sua sostanza il potere finanziario del Parlamento. » — Partito socialista, dibattiti parlamentari ✓~ Parzialmente confermato Parzialmente confermato. Per ammortizzare il debito Covid, il Parlamento ha dovuto legiferare e rinviare la scadenza di rimborso al 2035, a testimonianza sia della rigidità del quadro sia del margine che conserva. Fonte: Parlamento federale; AFF. |
Bilancio fattuale
3 Confermato | 1 P. confermato | 0 P. smentito | 1 Smentito |
| ✓ | Debito ridotto di un terzo in proporzione Il tasso d'indebitamento federale è crollato dal 25,3 % (2003) al 13,5 % (2019), circa 27 miliardi di debito in meno grazie alle eccedenze strutturali. Fonte: Amministrazione federale delle finanze. |
| ~ | Una camicia di forza che il Parlamento allenta ai margini Di fronte ai ~30 miliardi di spese Covid, il Parlamento ha prolungato il termine di ammortamento del debito straordinario fino al 2035: il quadro tiene, ma resta politicamente negoziato. Fonte: AFF; Parlamento. |
| ✓ | Un modello esportato Vent'anni dopo, il freno all'indebitamento è studiato all'estero; la Germania ha adottato nel 2009 uno strumento direttamente ispirato al modello svizzero. Fonte: La Vie économique. |
Vent'anni di distanza danno ampiamente ragione ai promotori del freno all'indebitamento sull'obiettivo primario: il debito federale è stato ridotto in rapporto al PIL e il bilancio è rimasto sotto controllo, anche attraverso due grandi crisi. Il timore centrale della sinistra — un'austerità che aggrava le recessioni — non si è verificato, poiché la regola mira all'equilibrio strutturale anziché a un rigido saldo annuale.
La critica di una perdita di autonomia di bilancio del Parlamento conserva invece una parte di validità. Ogni grande spesa eccezionale — dal risanamento delle casse ai 30 miliardi della pandemia — riapre il dibattito sulla flessibilità dello strumento, e il rinvio al 2035 dell'ammortamento del debito pandemico mostra che il quadro si negozia tanto quanto si impone.
Resta una domanda che i fatti non hanno ancora sciolto: quella degli investimenti per il futuro (clima, ferrovia, difesa) che alcuni ritengono frenati dalla regola. Il freno all'indebitamento non ha prodotto le catastrofi annunciate dai suoi avversari; ha invece installato un vincolo durevole di cui la Svizzera dibatte, con serenità, a ogni legislatura.