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Acceptée Fédéral Sécurité sociale, santé et prévoyance 25 juin 1995

10ª revisione dell’AVS

Il 25 giugno 1995 il popolo svizzero accetta con il 60,71 % dei voti la 10ª revisione dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), al termine di un referendum lanciato contro di essa. Con una partecipazione di appena il…

Oui — 60.71% Non — 39.3%
Participation : 40.42%
L'enjeu de l'époque

Il 25 giugno 1995 il popolo svizzero accetta con il 60,71 % dei voti la 10ª revisione dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), al termine di un referendum lanciato contro di essa. Con una partecipazione di appena il 40,42 %, la riforma supera lo scoglio delle urne pur dividendo profondamente la sinistra.

Il pacchetto è un compromesso tipicamente svizzero. Da un lato introduce progressi importanti per le donne: rendita individuale per ciascuno, splitting (ripartizione a metà dei redditi conseguiti durante il matrimonio) e accrediti per compiti educativi e assistenziali. Dall'altro innalza per tappe l'età pensionabile delle donne da 62 a 64 anni — la contropartita finanziaria richiesta.

È proprio questo innalzamento a scatenare il referendum, depositato dall'Unione sindacale svizzera, dalla Confederazione dei sindacati cristiani e da organizzazioni di donne e pensionati, con oltre 141 000 firme. La consigliera federale socialista Ruth Dreifuss, a capo del Dipartimento dell'interno, difende la riforma come un netto progresso per le donne, malgrado la pillola amara dell'età.

La configurazione politica è inusuale: quasi tutti i partiti — PLR, PPD, UDC, ma anche PS e Verdi — raccomandano il sì, mentre solo i sindacati, il Partito del Lavoro e la Lega vi si oppongono. In vigore dal 1° gennaio 1997 per splitting e accrediti, la riforma porterà l'età delle donne a 63 anni nel 2001 e poi a 64 anni nel 2005.

Nota metodologica: Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non di parte. I verdetti riguardano unicamente gli argomenti della campagna verificabili — ossia confrontabili con i fatti osservati dopo il voto — e non lo scrutinio in sé.
▲ Cantoni che hanno accettato
Argovia, Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Berna, Basilea Campagna, Basilea Città, Ginevra, Glarona, Grigioni, Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo, San Gallo, Sciaffusa, Svitto, Soletta, Turgovia, Uri, Vaud, Zugo, Zurigo (21 Cantoni)
▼ Cantoni che hanno rifiutato
Friburgo, Giura, Neuchâtel, Ticino, Vallese (5 Cantoni)

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
Consiglio federale (parola d'ordine del sì)
Ruth Dreifuss (PS), consigliera federale, capo del DFI — promotrice della riforma
PLR, PPD, UDC, PS, Verdi quasi tutto lo spettro partitico
Ambienti economici Vorort, Unione padronale, Unione contadini, USAM
Organizzazioni femminili a favore di splitting e accrediti
▼ Campo del No
Unione sindacale svizzera (USS) promotrice del referendum
Sindacati cristiani (CNG) futuro Travail.Suisse
Partito svizzero del Lavoro (PdL)
Lega dei Ticinesi
Sezioni di sinistra dissidenti PS Ginevra, PS Giura, Verdi Grigioni
Da notare : Fatto raro, PS e Verdi sostennero una riforma combattuta dai sindacati: ai loro occhi lo splitting e gli accrediti pesavano più dell'innalzamento dell'età delle donne.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
Splitting e accrediti: un progresso di parità per le donne
« L'innalzamento dell'età pensionabile delle donne è la contropartita necessaria a un miglioramento significativo della loro posizione nell'AVS. »
— Ruth Dreifuss, consigliera federale (PS), 1995
✓ Argomento confermato
In vigore dal 1° gennaio 1997, la rendita individuale, lo splitting dei redditi del matrimonio e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono diventati pilastri permanenti dell'AVS. Hanno migliorato sensibilmente le rendite di numerose donne, in particolare divorziate e vedove, e restano salutati come un progresso di parità.
Fonte : UFAS, «Storia dell'AVS 1948-2023»
Un innalzamento dell'età sostenibile e realizzabile
« Il passaggio progressivo a 64 anni è necessario per garantire il finanziamento dell'AVS. »
— Campo del sì (Consiglio federale, partiti borghesi), 1995
✓ Argomento confermato
L'età di riferimento delle donne è stata portata a 63 anni nel 2001 e poi a 64 anni nel 2005, esattamente secondo il calendario annunciato. La riforma è stata applicata senza lo sconvolgimento sociale previsto dai suoi avversari e ha contribuito a stabilizzare i conti dell'AVS in quel periodo.
Fonte : UFAS; UST, statistiche dell'AVS
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
Far pagare alle donne il conto dell'AVS
« Si chiede alle donne di ingoiare una pillola amara: due anni di lavoro in più per equilibrare l'AVS. »
— Comitato referendario sindacale, 1995
✗~ Parzialmente smentito
L'età è stata effettivamente innalzata e le donne hanno lavorato davvero due anni in più. Ma la stessa riforma ha anche aumentato numerose rendite femminili grazie a splitting e accrediti: la «regressione» annunciata è stata, per una parte importante delle donne, compensata da guadagni concreti. Il bilancio è dunque contrastato.
Fonte : UFAS; analisi VOX 1995
Un primo passo verso i 65 anni e oltre
« Questo innalzamento a 64 anni è solo una tappa: la porta verso i 65 anni per le donne è ormai aperta. »
— Oppositori sindacali alla riforma, 1995
✓ Argomento confermato
L'avvertimento si è avverato. La riforma AVS 21, accettata il 25 settembre 2022, ha portato l'età di riferimento delle donne a 65 anni, e i dibattiti su un innalzamento generale a 66 o 67 anni proseguono. La logica del «passo successivo» annunciata nel 1995 si è concretizzata ventisette anni dopo.
Fonte : UST, votazione AVS 21 del 25.09.2022

Affiches de campagne (13)

Bilancio fattuale

3
Confermato
0
Parz. confermato
1
Parz. smentito
0
Smentito
Un progresso di parità che ha retto
Splitting, rendita individuale e accrediti educativi sono entrati nel diritto nel 1997 e non sono mai stati rimessi in discussione. Figurano tra le riforme sociali più durature del decennio.
Fonte : UFAS
L'età innalzata, come annunciato
Il calendario promesso è stato rispettato: 63 anni nel 2001, 64 anni nel 2005. L'attuazione è avvenuta senza scossoni di rilievo.
Fonte : UFAS
~
La previsione del «passo successivo» confermata
I sindacati prevedevano che i 64 anni sarebbero stati solo una tappa. AVS 21 ha portato l'età delle donne a 65 anni nel 2022: l'ingranaggio temuto si è messo in moto.
Fonte : UST
Analyse éditoriale
Conclusion

La 10ª revisione dell'AVS incarna l'arte svizzera del compromesso: un pacchetto in cui ciascuno trova al tempo stesso una vittoria e una concessione. Le donne hanno ottenuto l'individualizzazione dei loro diritti — splitting, rendita propria, accrediti — al prezzo di due anni di lavoro in più.

Sul terreno delle promesse verificabili, il campo del sì ha mantenuto la parola: i progressi di parità sono entrati in vigore e hanno giovato a numerose assicurate, mentre l'innalzamento dell'età si è svolto secondo il calendario annunciato, senza il terremoto sociale temuto.

Gli oppositori, da parte loro, sbagliavano sull'ampiezza della «regressione» — ampiamente attenuata dai nuovi diritti — ma avevano ragione sulla traiettoria: i 64 anni sono stati solo una stazione intermedia prima dei 65 anni di AVS 21. Un quarto di secolo è bastato a dar loro parzialmente ragione.