Il 9 febbraio 2014 il popolo svizzero si è espresso sul decreto federale concernente il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria — il progetto FAIF, da cui è nato il Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Votato lo stesso giorno dell'iniziativa «contro l'immigrazione di massa», che monopolizzava l'attenzione, questo progetto tecnico è rimasto nell'ombra del terremoto politico migratorio.
Il FAIF non era un'iniziativa popolare, bensì una revisione costituzionale promossa dal Consiglio federale e dal Parlamento, soggetta a referendum obbligatorio. Costituiva un controprogetto indiretto all'iniziativa «Per i trasporti pubblici» dell'Associazione traffico e ambiente (ATA), ritirata in cambio. Obiettivo: sostituire il fondo temporaneo per i grandi progetti ferroviari (FTP) con un fondo permanente, a durata illimitata.
La posta in gioco era considerevole: garantire durevolmente il finanziamento dell'esercizio, della manutenzione e dell'ampliamento della rete, alimentato da Confederazione, Cantoni, viaggiatori, imprese e contribuenti — segnatamente attraverso un tetto alla deduzione fiscale delle spese di trasporto e una quota di IVA. Il fondo doveva finanziare le grandi tappe di ampliamento, tra cui Léman 2030 e la galleria del Ceneri.
Il verdetto fu netto: 62 % di sì e tutti i Cantoni tranne uno (Svitto), con una partecipazione eccezionalmente elevata del 55,8 % — trainata dallo scrutinio sull'immigrazione. Un ampio successo per un progetto in apparenza arido.
▲ Cantoni che hanno accettato Tutti i Cantoni e semicantoni tranne uno — ossia 25 su 26 —, tra cui Ginevra (76,6 %), Vaud, Friburgo, Berna, Zurigo, Basilea Città e Ticino. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Svitto, unico Cantone a respingere il progetto. |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (Doris Leuthard, capo del DATEC) • PS, PLR, PPD (i principali partiti di governo) • Verdi, PVL, PBD • LITRA, UTP, ATA (ambienti dei trasporti pubblici) • FFS e la maggioranza dei Cantoni | ▼ Campo del No • UDC (unico grande partito con parola d'ordine «no») • Ambienti stradali e automobilistici • Oppositori del tetto alla deduzione dei pendolari |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Un finanziamento durevole e garantito per la ferrovia « Il FIF garantirà un finanziamento sicuro e duraturo dell'infrastruttura ferroviaria. » — Consiglio federale, opuscolo informativo 2014 ✓ Argomento confermato Il Fondo per l'infrastruttura ferroviaria è entrato in vigore nel 2016. A durata illimitata, ha sostituito il vecchio fondo FTP temporaneo e raccoglie oggi circa 6 miliardi di franchi all'anno, da Confederazione, Cantoni, viaggiatori e contribuenti. Fonte: Ufficio federale dei trasporti (UFT), bilancio dei 10 anni del FAIF, 2024. I grandi cantieri ferroviari saranno realizzati « Grazie al FAIF, progetti come Léman 2030 sono finanziariamente garantiti. » — Métropole lémanique e sostenitori del Sì ✓~ Parzialmente confermato Le tappe di ampliamento 2025 (6,4 mia) e 2035 (12,89 mia, adottata nel 2019) sono state finanziate. La loro realizzazione accusa però ritardi importanti: Léman 2030 registra 5-10 anni di ritardo e notevoli sovraccosti. Fonte: Le Temps, FFS (2024-2025). | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Il conto ricadrà su contribuenti e pendolari « Il progetto è finanziato da un aumento dell'IVA e da un tetto alle deduzioni fiscali. » — Unione democratica di centro (UDC) ✓ Argomento confermato Dal 2016 la deduzione delle spese di trasporto è stata limitata a 3000 franchi per l'imposta federale diretta; il fondo è alimentato anche da una quota di IVA (2 ‰ dal 2018). L'onere annunciato su pendolari e contribuenti si è concretizzato. Fonte: RSI, Amministrazione federale delle contribuzioni. Un fondo illimitato, un assegno in bianco difficile da controllare « Un fondo a durata indeterminata comporta il rischio di una deriva finanziaria. » — Oppositori del progetto ✗~ Parzialmente smentito Il FIF ha retto un decennio e finanziato gli ampliamenti previsti. Ma la pianificazione del Consiglio federale del settembre 2025 prevede capitali propri durevolmente negativi dalla fine del 2028, ciò che il Controllo federale delle finanze giudica contrario alla legge: il timore non era dunque infondato. Fonte: Controllo federale delle finanze (CDF), pianificazione FIF, 2025. |
Affiches de campagne (21)
Bilancio fattuale
2 Confermato | 1 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | Un fondo che ha messo in sicurezza il finanziamento della ferrovia Operativo dal 2016, il FIF ha dotato la Svizzera di un meccanismo stabile e duraturo di finanziamento ferroviario, considerato un modello. Promessa centrale del Sì mantenuta. Fonte: UFT, bilancio FAIF 2024. |
| ~ | Ampliamenti finanziati ma in ritardo Le tappe 2025 e 2035 sono a budget, ma i cantieri — Léman 2030 in testa — accumulano ritardi e sovraccosti. La rete resta a tratti satura. Fonte: Le Temps, FFS. |
| ~ | Un equilibrio finanziario sotto pressione Un decennio dopo, il Controllo federale delle finanze allerta su capitali propri del FIF durevolmente negativi dal 2028 — dando retrospettivamente peso ai timori degli oppositori. Fonte: CDF, 2025. |
Dieci anni dopo, il FAIF appare come uno dei progetti di finanziamento più riusciti della politica dei trasporti svizzera. La sua promessa centrale — un fondo permanente e sicuro per la ferrovia — è stata mantenuta: il FIF funziona dal 2016 e garantisce ogni anno circa 6 miliardi di franchi.
Le grandi tappe di ampliamento sono state votate e messe a budget, ma la loro esecuzione è un'altra storia: Léman 2030 e diversi cantieri accusano ritardi pluriennali e sovraccosti sensibili. Le promesse di calendario del campo del Sì erano troppo ottimistiche.
Gli avvertimenti degli oppositori non si sono rivelati del tutto falsi. Il tetto alla deduzione delle spese di trasporto a 3000 franchi ha effettivamente appesantito il conto dei pendolari, e l'allerta del Controllo federale delle finanze su capitali propri negativi dal 2028 mostra che il controllo finanziario di un fondo illimitato resta una sfida.
Il FAIF illustra un caso in cui entrambi i campi avevano una parte di ragione: un'architettura di finanziamento solida e durevole, ma un'esecuzione e una traiettoria finanziaria più fragili di quanto lasciasse credere la campagna.