Alla fine degli anni 1990 l’immigrazione si impone come tema politico scottante. La popolazione residente straniera sfiora il 19 % e continua a crescere. Nel maggio 2000 il popolo ha appena approvato gli accordi bilaterali I con l’Unione europea, che includono la libera circolazione delle persone.
In questo contesto un comitato di politici di destra, con il radicale argoviese Philipp Müller come figura di punta, lancia l’iniziativa «per una regolazione dell’immigrazione», presto soprannominata «iniziativa del 18 %». Chiede di limitare la quota di stranieri al 18 % della popolazione — al di sotto del livello già raggiunto, il che implicherebbe riduzioni — e di inasprire il settore dell’asilo.
La campagna è squilibrata. Il Consiglio federale, la quasi totalità dei partiti (tranne l’UDC e la destra nazionalista), gli ambienti economici e i sindacati raccomandano il no, temendo un danno economico e una minaccia alla via bilaterale appena imboccata. Solo UDC, Partito della libertà, Lega e Democratici Svizzeri sostengono il testo.
Il 24 settembre 2000 l’iniziativa è respinta nettamente: 63,8 % di no e il rifiuto di tutti i ventisei Cantoni, con una partecipazione del 45,3 %.
▲ Cantoni che hanno accettato Nessun Cantone | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Ticino, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra, Giura |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Comitato per un’immigrazione limitata (con Philipp Müller (PLR) come figura di punta) • UDC (parola favorevole) • Partito della libertà (FPS) • Lega dei Ticinesi • Democratici Svizzeri, UDF | ▼ Campo del No • Consiglio federale (sfavorevole) • PPD, PLR, PS, Verdi, PLS, PEV, PCS, PdL (parole per il No) • Vreni Spoerry (PLR) (voce degli ambienti economici) • Ambienti economici (economiesuisse, USAM, Unione dei contadini, Swissmem, turismo, costruzione) • Sindacati e Chiese (USS, Travail.Suisse, Federazione delle Chiese evangeliche) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Limitare al 18 % per frenare la sovrappopolazione « Senza limite, la quota di stranieri continuerà a salire e graverà su alloggi, lavoro e infrastrutture. » — Comitato del 18 %, campagna 2000 ✓~ Parzialmente confermato La previsione demografica si è avverata: la quota di stranieri, già vicina al 19 % nel 2000, ha continuato a salire fino a circa il 27 % nel 2024. Le conseguenze catastrofiche annunciate non si sono però concretizzate: la Svizzera ha mantenuto uno dei tassi di disoccupazione più bassi d’Europa. Fonte : Ufficio federale di statistica (popolazione residente straniera) Il popolo deve poter fissare un limite all’immigrazione « Il controllo dell’immigrazione è una questione legittima su cui il sovrano deve poter decidere. » — Campo del Sì, 2000 ✓~ Parzialmente confermato La richiesta di controllo non è scomparsa: quattordici anni dopo il popolo accettava l’iniziativa «contro l’immigrazione di massa» (2014). Il tema è rimasto centrale, anche se il rigido meccanismo del 18 % è stato nettamente respinto. Fonte : Votazione federale del 9 febbraio 2014 | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Un tetto irrealistico che richiederebbe espulsioni « Fissare una soglia inferiore al livello attuale significherebbe rimandare indietro centinaia di migliaia di persone — economicamente insostenibile. » — Campo del No, 2000 ✓ Argomento confermato Il rifiuto dell’iniziativa ha evitato ogni contingentamento brutale. Il seguito ha dato ragione agli oppositori: l’economia svizzera ha prosperato con una quota di stranieri crescente, mostrando che una quota rigida non era necessaria alla prosperità. Fonte : Dati economici UST; evoluzione del mercato del lavoro Un pericolo per la via bilaterale con l’UE « Un sì metterebbe in pericolo gli accordi bilaterali e la libera circolazione appena approvati. » — Vreni Spoerry (PLR) e ambienti economici, 2000 ✓ Argomento confermato Gli accordi bilaterali I, inclusa la libera circolazione delle persone, sono entrati in vigore il 1° giugno 2002 e la relazione con l’UE si è approfondita. Un tetto numerico avrebbe contraddetto frontalmente quell’accordo. Fonte : Accordi bilaterali I (in vigore 2002), admin.ch |
Affiches de campagne (9)
Bilancio fattuale
2 Confermato | 2 Parz. confermato | 0 Parz. smentito | 0 Smentito |
| ~ | Una demografia che ha confermato la tendenza, non la catastrofe La quota di stranieri ha continuato a crescere fino a circa il 27 % — ben oltre il 18 % previsto. Ma la Svizzera, lungi dal crollare, è rimasta prospera e vicina alla piena occupazione. Fonte : Ufficio federale di statistica |
| ✓ | La via bilaterale preservata Respingendo un tetto numerico incompatibile con la libera circolazione, il voto ha lasciato entrare in vigore gli accordi bilaterali I (2002) e ha permesso l’approfondimento delle relazioni con l’UE. Fonte : admin.ch; accordi bilaterali |
| ~ | Un tema che non è scomparso La questione del controllo dell’immigrazione è tornata con forza e ha finito per imporsi nel 2014 con l’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», prova che il rifiuto del 2000 riguardava il mezzo, non l’argomento. Fonte : Votazione del 9 febbraio 2014 |
L’iniziativa del 18 % è stata una delle più nettamente respinte della sua epoca: tutti i Cantoni e quasi due votanti su tre l’hanno rifiutata. In causa, un meccanismo giudicato brutale e irrealistico — un tetto numerico inferiore al livello già raggiunto — e il timore di compromettere la via bilaterale appena approvata.
Col senno di poi, entrambi i campi possono rivendicare una parte di ragione. Il campo del Sì aveva visto giusto sulla tendenza: la popolazione straniera ha continuato a crescere ben oltre il 18 %. Ma si era sbagliato sulle conseguenze: questa crescita si è accompagnata a prosperità e bassa disoccupazione, non al crollo annunciato.
Il campo del No ha visto i suoi argomenti confortati: la libera circolazione è entrata in vigore, l’economia ha tratto profitto dall’immigrazione e lo scenario di espulsioni di massa è stato evitato. La sua promessa implicita di pacificare il dibattito non si è invece realizzata.
Perché il tema è rimasto esplosivo. Quattordici anni dopo il popolo accettava l’iniziativa «contro l’immigrazione di massa»: il rifiuto del 2000 mirava a una cifra, non alla questione, che non ha mai smesso di tornare alle urne.