Il 25 settembre 2016 il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa « Per un'economia sostenibile ed efficiente in termini di risorse » (economia verde) con il 63,6 % di no e la quasi totalità dei Cantoni. La partecipazione è stata del 43,2 %.
Lanciata dai Verdi, l'iniziativa voleva iscrivere nella Costituzione l'obiettivo che entro il 2050 l'impronta ecologica della Svizzera, rapportata alla popolazione mondiale, non superasse l'equivalente di un solo pianeta — contro circa tre oggi. Citava economia circolare, riciclaggio, ecoprogettazione e tasse d'incentivazione come leve.
Il Consiglio federale e la maggioranza borghese ritenevano l'obiettivo irrealistico e il calendario troppo stretto. Quasi nove anni dopo, il concetto di economia circolare ha comunque trovato la sua strada nella legge — senza l'obiettivo cifrato del 2050.
Questa scheda confronta gli argomenti della campagna con i fatti osservati dopo il voto.
▲ Cantoni che hanno accettato Ginevra (51,9 % di sì) — unico Cantone ad accettare il testo. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Gli altri 25 Cantoni e semicantoni, tra cui Svitto (78,5 % no), Nidvaldo (77,2 %), Obvaldo (77,1 %) e il Vallese (70,8 %). Rifiuti più stretti a Vaud (53,7 %), nel Giura (55,2 %) e a Neuchâtel (56 %). |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • I Verdi — promotori del testo • PS e Verdi liberali, favorevoli • Organizzazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace, Pro Natura) | ▼ Campo del No • Consiglio federale raccomandava il rifiuto • UDC, PLR, PPD i partiti borghesi • economiesuisse e USAM le associazioni economiche |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (2) L'economia circolare è realizzabile e portatrice di futuro « Passiamo a un'economia circolare fondata sul riciclaggio e sull'efficienza delle risorse. » — Comitato d'iniziativa (I Verdi), 2016 ✓~ Parzialmente confermato Il principio si è infine imposto per via legislativa: nel marzo 2024 il Parlamento ha adottato una revisione della legge sulla protezione dell'ambiente con un capitolo « economia circolare », in vigore dal 1° gennaio 2025. Fonte: Parlamento / UFAM, revisione LPAmb 2024. Senza obiettivo vincolante nulla si muove « Solo un traguardo iscritto nella Costituzione garantirà il cambiamento. » — Sostenitori del sì, 2016 ✗~ Parzialmente smentito Progressi vi sono stati anche senza obiettivo costituzionale, ma restano parziali: l'impronta ecologica della Svizzera resta di circa tre pianeti, lontana dalla traiettoria « un pianeta » fissata per il 2050. Fonte: UFAM / Global Footprint Network. | ▼ Argomenti CONTRO (2) L'obiettivo di un solo pianeta entro il 2050 è irrealistico « Ridurre la nostra impronta di due terzi in una generazione è fuori portata. » — Consiglio federale, 2016 ✓~ Parzialmente confermato Nove anni dopo, l'impronta non ha avviato alcuna riduzione verso l'obiettivo: il consumo di risorse resta dell'ordine di tre pianeti. L'irraggiungibilità del termine 2050 si conferma ampiamente. Fonte: UFAM / Global Footprint Network. Si può agire senza un obiettivo rigido in Costituzione « La via legislativa ordinaria basta a promuovere un uso efficiente delle risorse. » — PLR / economiesuisse, 2016 ✓ Argomento confermato È esattamente ciò che è accaduto: la revisione della LPAmb (2024, in vigore 2025) ha ancorato l'economia circolare nel diritto ordinario, senza obiettivo cifrato né tasse d'incentivazione. Fonte: UFAM, revisione LPAmb 2024–2025. |
Bilancio fattuale
1 Confermato | 2 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | L'economia circolare è entrata nella legge L'idea centrale dei promotori è stata ripresa: dal 1° gennaio 2025 la legge sulla protezione dell'ambiente sancisce la preservazione delle risorse, l'ecoprogettazione e la riparabilità — senza il quadro vincolante respinto nel 2016. Fonte: UFAM, revisione LPAmb 2024–2025. |
| ~ | L'impronta ecologica non è scesa verso l'obiettivo Il consumo di risorse della Svizzera resta equivalente a circa tre pianeti. L'obiettivo « un pianeta entro il 2050 » resta fuori portata, dando ragione agli oppositori sul realismo del calendario. Fonte: Global Footprint Network / UFAM. |
Respinta quasi due a uno, l'iniziativa « economia verde » ha sofferto di un obiettivo giudicato troppo ambizioso: riportare in una generazione l'impronta svizzera da tre pianeti a uno. Gli elettori hanno seguito il Consiglio federale, che caldeggiava un approccio graduale.
Il verdetto dei fatti è sfumato. Sul calendario gli oppositori hanno avuto ragione: l'impronta ecologica non è scesa e l'obiettivo 2050 appare oggi irraggiungibile. Sulla direzione, però, i promotori non si sbagliavano: l'economia circolare, derisa come utopia, è ora iscritta nella legge.
La revisione della legge sulla protezione dell'ambiente, adottata nel 2024 ed entrata in vigore nel 2025, riprende le leve essenziali del 2016 — ecoprogettazione, riparabilità, valorizzazione dei materiali — ma per via legislativa ordinaria, senza obiettivo cifrato né tasse. È la versione « realistica » difesa dagli oppositori.
Il dibattito del 2016 non è dunque andato perso per tutti: ha piantato un seme politico germogliato otto anni dopo, a un ritmo ben più lento di quello voluto dai promotori.