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Refusée Fédéral Environnement, climat et énergie 25 septembre 2016

Iniziativa « per un’economia verde »

Il 25 settembre 2016 il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa « Per un'economia sostenibile ed efficiente in termini di risorse » (economia verde) con il 63,6 % di no e la quasi totalità dei Cantoni. La partecipazione è stata del…

Oui — 36.4% Non — 63.6%
Participation : 43.2%
L'enjeu de l'époque

Il 25 settembre 2016 il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa « Per un'economia sostenibile ed efficiente in termini di risorse » (economia verde) con il 63,6 % di no e la quasi totalità dei Cantoni. La partecipazione è stata del 43,2 %.

Lanciata dai Verdi, l'iniziativa voleva iscrivere nella Costituzione l'obiettivo che entro il 2050 l'impronta ecologica della Svizzera, rapportata alla popolazione mondiale, non superasse l'equivalente di un solo pianeta — contro circa tre oggi. Citava economia circolare, riciclaggio, ecoprogettazione e tasse d'incentivazione come leve.

Il Consiglio federale e la maggioranza borghese ritenevano l'obiettivo irrealistico e il calendario troppo stretto. Quasi nove anni dopo, il concetto di economia circolare ha comunque trovato la sua strada nella legge — senza l'obiettivo cifrato del 2050.

Questa scheda confronta gli argomenti della campagna con i fatti osservati dopo il voto.

Nota metodologica : Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non partigiano. I verdetti riguardano unicamente gli argomenti di campagna verificabili — cioè confrontabili con i fatti osservati dopo il voto — e non lo scrutinio stesso.
▲ Cantoni che hanno accettato
Ginevra (51,9 % di sì) — unico Cantone ad accettare il testo.
▼ Cantoni che hanno rifiutato
Gli altri 25 Cantoni e semicantoni, tra cui Svitto (78,5 % no), Nidvaldo (77,2 %), Obvaldo (77,1 %) e il Vallese (70,8 %). Rifiuti più stretti a Vaud (53,7 %), nel Giura (55,2 %) e a Neuchâtel (56 %).

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
I Verdi — promotori del testo
PS e Verdi liberali, favorevoli
Organizzazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace, Pro Natura)
▼ Campo del No
Consiglio federale raccomandava il rifiuto
UDC, PLR, PPD i partiti borghesi
economiesuisse e USAM le associazioni economiche
Da notare : Caso raro: un solo Cantone (Ginevra) ha sostenuto il testo, a testimonianza dell'ampiezza del rifiuto in tutte le regioni linguistiche.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (2)
L'economia circolare è realizzabile e portatrice di futuro
« Passiamo a un'economia circolare fondata sul riciclaggio e sull'efficienza delle risorse. »
— Comitato d'iniziativa (I Verdi), 2016
✓~ Parzialmente confermato
Il principio si è infine imposto per via legislativa: nel marzo 2024 il Parlamento ha adottato una revisione della legge sulla protezione dell'ambiente con un capitolo « economia circolare », in vigore dal 1° gennaio 2025.
Fonte: Parlamento / UFAM, revisione LPAmb 2024.
Senza obiettivo vincolante nulla si muove
« Solo un traguardo iscritto nella Costituzione garantirà il cambiamento. »
— Sostenitori del sì, 2016
✗~ Parzialmente smentito
Progressi vi sono stati anche senza obiettivo costituzionale, ma restano parziali: l'impronta ecologica della Svizzera resta di circa tre pianeti, lontana dalla traiettoria « un pianeta » fissata per il 2050.
Fonte: UFAM / Global Footprint Network.
▼ Argomenti CONTRO (2)
L'obiettivo di un solo pianeta entro il 2050 è irrealistico
« Ridurre la nostra impronta di due terzi in una generazione è fuori portata. »
— Consiglio federale, 2016
✓~ Parzialmente confermato
Nove anni dopo, l'impronta non ha avviato alcuna riduzione verso l'obiettivo: il consumo di risorse resta dell'ordine di tre pianeti. L'irraggiungibilità del termine 2050 si conferma ampiamente.
Fonte: UFAM / Global Footprint Network.
Si può agire senza un obiettivo rigido in Costituzione
« La via legislativa ordinaria basta a promuovere un uso efficiente delle risorse. »
— PLR / economiesuisse, 2016
✓ Argomento confermato
È esattamente ciò che è accaduto: la revisione della LPAmb (2024, in vigore 2025) ha ancorato l'economia circolare nel diritto ordinario, senza obiettivo cifrato né tasse d'incentivazione.
Fonte: UFAM, revisione LPAmb 2024–2025.

Bilancio fattuale

1
Confermato
2
P. confermato
1
P. smentito
0
Smentito
L'economia circolare è entrata nella legge
L'idea centrale dei promotori è stata ripresa: dal 1° gennaio 2025 la legge sulla protezione dell'ambiente sancisce la preservazione delle risorse, l'ecoprogettazione e la riparabilità — senza il quadro vincolante respinto nel 2016.
Fonte: UFAM, revisione LPAmb 2024–2025.
~
L'impronta ecologica non è scesa verso l'obiettivo
Il consumo di risorse della Svizzera resta equivalente a circa tre pianeti. L'obiettivo « un pianeta entro il 2050 » resta fuori portata, dando ragione agli oppositori sul realismo del calendario.
Fonte: Global Footprint Network / UFAM.
Analyse éditoriale
Conclusion

Respinta quasi due a uno, l'iniziativa « economia verde » ha sofferto di un obiettivo giudicato troppo ambizioso: riportare in una generazione l'impronta svizzera da tre pianeti a uno. Gli elettori hanno seguito il Consiglio federale, che caldeggiava un approccio graduale.

Il verdetto dei fatti è sfumato. Sul calendario gli oppositori hanno avuto ragione: l'impronta ecologica non è scesa e l'obiettivo 2050 appare oggi irraggiungibile. Sulla direzione, però, i promotori non si sbagliavano: l'economia circolare, derisa come utopia, è ora iscritta nella legge.

La revisione della legge sulla protezione dell'ambiente, adottata nel 2024 ed entrata in vigore nel 2025, riprende le leve essenziali del 2016 — ecoprogettazione, riparabilità, valorizzazione dei materiali — ma per via legislativa ordinaria, senza obiettivo cifrato né tasse. È la versione « realistica » difesa dagli oppositori.

Il dibattito del 2016 non è dunque andato perso per tutti: ha piantato un seme politico germogliato otto anni dopo, a un ritmo ben più lento di quello voluto dai promotori.