Il 23 settembre 2018 il popolo svizzero votava sull'iniziativa popolare « Per alimenti sani e prodotti in modo ecologico ed equo », la cosiddetta iniziativa per alimenti equi, lanciata dai Verdi. Il testo voleva iscrivere nella Costituzione un mandato federale per rafforzare l'offerta di alimenti sostenibili – rispettosi dell'ambiente, del benessere animale e di condizioni di lavoro eque – comprese le derrate importate.
Depositata nel 2015, l'iniziativa rispondeva a una crescente domanda di trasparenza sull'origine e sulle condizioni di produzione del cibo. Proponeva che la Confederazione potesse imporre requisiti alle importazioni e favorire le filiere sostenibili, tramite incentivi più che divieti generali.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandavano il rifiuto: il testo era giudicato superfluo – la legge sull'agricoltura e i marchi privati coprivano già l'essenziale – e giuridicamente rischioso rispetto agli impegni commerciali internazionali della Svizzera. La campagna oppose una sinistra ecologista e organizzazioni dei consumatori a un'ampia coalizione dell'economia e della destra agraria.
Il verdetto delle urne fu netto: 61,3 % di no, con una partecipazione di circa il 37 %. Solo quattro cantoni romandi accettarono il testo.
▲ Cantoni che hanno accettato Ginevra (63,9 %), Vaud (63,8 %), Giura (58,9 %), Neuchâtel (57,1 %). | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Gli altri 22 cantoni. Tra i romandi: Friburgo (51,3 % di no) e Vallese (61,5 %). Rifiuti più marcati a Obvaldo (79,6 %), Nidvaldo (77,5 %) e Svitto (77,4 %). |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • I Verdi (partito promotore) • Adèle Thorens e Maya Graf (consigliere nazionali, Verdi) • Partito socialista • Organizzazioni dei consumatori (FRC) • Slow Food e ONG ambientaliste | ▼ Campo del No • Consiglio federale (Johann Schneider-Ammann, DEFR) • UDC, PLR, PPD, PBD • economiesuisse • Unione svizzera dei contadini (USC) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Ampliare l'offerta di alimenti sostenibili, in patria e nelle importazioni « Vogliamo che la Svizzera offra più alimenti prodotti in condizioni ecologiche ed eque. » — I Verdi, argomentario di campagna (2018) ✓~ Parzialmente confermato L'offerta sostenibile è effettivamente cresciuta dal 2018 – ma trainata dal mercato e dai marchi privati, non da un mandato costituzionale. Nel 2023 l'agricoltura biologica copriva quasi un quinto della superficie agricola utile; le aziende bio sono passate da 5 659 (2010) a 7 896 (2023). Source : UST; JAM/Università di Neuchâtel, agricoltura biologica Legare le importazioni a requisiti di sostenibilità « Le derrate importate dovrebbero rispettare standard sociali ed ecologici paragonabili ai nostri. » — Comitato d'iniziativa, 2018 ✓~ Parzialmente confermato La richiesta trovò uno sbocco parziale fuori dall'iniziativa: l'accordo di libero scambio AELS–Indonesia, approvato il 7 marzo 2021, legò per la prima volta concessioni doganali (olio di palma) a criteri di sostenibilità certificati. La logica del campo del Sì si concretizzò puntualmente, senza un quadro vincolante generale. Source : SECO; swissinfo.ch (2021) | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) Mercato ed etichette bastano, senza vincoli statali « L'iniziativa è una tutela costosa: l'offerta sostenibile si sviluppa già senza diktat. » — economiesuisse, campagna 2018 ✓~ Parzialmente confermato La crescita del bio e dei marchi equi dal 2018 conferma in parte che il mercato ha ampliato l'offerta sostenibile senza il mandato proposto. La quota bio è salita a circa il 20 % delle superfici nel 2023. Source : UST; economiesuisse Integrare la sostenibilità nel commercio è incompatibile con i nostri accordi « Imporre condizioni alle importazioni entrerebbe in conflitto con le regole dell'OMC e i nostri accordi di libero scambio. » — Consiglio federale, messaggio 2018 ✗~ Parzialmente smentito L'accordo con l'Indonesia (2021) dimostrò che è possibile introdurre criteri di sostenibilità in un accordo commerciale – una primizia per la Svizzera, giudicata compatibile con i suoi impegni. L'incompatibilità presentata come insormontabile si rivelò meno assoluta. Source : SECO; swissinfo.ch (2021) |
Bilancio fattuale
0 Confermato | 3 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ~ | Una sostenibilità cresciuta – ma per via del mercato Il rifiuto non fermò la transizione: la quota del bio raggiunse circa il 20 % della superficie utile nel 2023, e il numero di aziende bio crebbe di quasi il 40 % dal 2010. L'obiettivo dei promotori avanzò, senza la leva statale richiesta. Source : UST; JAM/Università di Neuchâtel |
| ✓ | Il commercio si è tinto di verde senza l'iniziativa L'accordo AELS–Indonesia (7 marzo 2021) legò, per la prima volta in un accordo svizzero, concessioni doganali a criteri di sostenibilità certificati per l'olio di palma – a riprova che parte della domanda trovò altri canali. Source : SECO; swissinfo.ch |
| ~ | Il vincolo respinto, il dibattito resta Il rifiuto si inserisce in una serie: le iniziative sui pesticidi sintetici e sull'acqua potabile furono respinte nel 2021. L'elettorato escluse più volte forti vincoli agricoli, lasciando però esprimere altrimenti la domanda sociale di sostenibilità. Source : UST, votazioni 2021 |
Il rifiuto dell'iniziativa per alimenti equi illustra una costante della politica agricola svizzera: una domanda reale di sostenibilità, ma una diffidenza tenace verso i vincoli costituzionali e le nuove norme sulle importazioni.
I fatti successivi sfumano entrambi i campi. Il campo del Sì vide la sua causa avanzare – la quota del bio continuò a crescere e la sostenibilità entrò nel commercio estero – ma per via del mercato e di accordi mirati, non del mandato proposto. Il campo del No ebbe parzialmente ragione sulla capacità del mercato, ma l'argomento dell'incompatibilità commerciale si rivelò meno assoluto.
Nel merito, la votazione decise meno una questione di valori che una questione di mezzi: vincolare o lasciar fare? Gli sviluppi successivi mostrano una via mediana – incentivi, marchi e clausole di sostenibilità puntuali – piuttosto che il quadro globale voluto dai promotori.