Il 18 giugno 2023 il corpo elettorale vodese ha accettato con il 62,72 % di sì (117 178 voti contro 65 354) l'iniziativa popolare «Per la protezione del clima», lanciata dai Verdi e dai Giovani Verdi. Il testo iscrive nella Costituzione cantonale l'obbligo, per lo Stato e i comuni, di ridurre significativamente l'impatto climatico di ciascuna delle loro politiche, con l'orizzonte della neutralità carbonica nel 2050.
Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio raccomandavano il sì. Il principio di un controprogetto era stato scartato dal Gran Consiglio (77 no, 52 sì). Il PLR non ha dato parola d'ordine; l'UDC è stato il solo partito governativo a combattere frontalmente l'iniziativa. La partecipazione è stata del 41,68 %.
Quasi tre anni dopo, il dibattito si è spostato dal principio costituzionale alla sua traduzione concreta: un Piano clima di seconda generazione e un avamprogetto di legge quadro sulla sostenibilità e il clima.
▲ Risultato globale Sì : 62,72 % (117 178) No : 37,28 % (65 354) Partecipazione : 41,68 % | ▼ Cartina del voto Una ripartizione dettagliata per distretto non è stata oggetto di ampia pubblicazione; a livello cantonale il sì si impone nettamente, trainato dai centri urbani e dall'arco lemanico. |
Attori e personalità
▲ Fronte del Sì • I Verdi e i Giovani Verdi vodesi (promotori) • Partito socialista vodese • Consiglio di Stato (raccomandazione) • Maggioranza del Gran Consiglio | ▼ Fronte del No • UDC Vaud e il suo presidente Kevin Grangier • Parte degli ambienti economici • PLR — libertà di voto, nessuna parola d'ordine |
Argomenti e verdetti — quasi 3 anni dopo
▲ Argomenti A FAVORE Iscrivere il clima nella Costituzione offrirà una base solida a una politica cantonale ambiziosa. « Un importante via libera per una politica climatica più ambiziosa nel nostro cantone. » — I Verdi vodesi, la sera del voto ✓ Confermato Il nuovo articolo è servito direttamente da fondamento al Piano clima vodese di seconda generazione (PCV2), adottato dal Consiglio di Stato nel gennaio 2025, e all'avamprogetto di legge quadro sulla sostenibilità e il clima (LCDC). La base costituzionale è stata effettivamente attivata. Fonte: RTS Vaud, 18.06.2023; Cantone Vaud, PCV2, 01.2025 La neutralità carbonica nel 2050 sarà ancorata nel diritto cantonale. ~ Parzialmente confermato L'obiettivo è iscritto nella Costituzione, ma la sua traduzione legislativa non è compiuta: la legge quadro LCDC, che deve fissare le tappe (−50 % di emissioni nel 2030, −70 % nel 2040), era ancora in consultazione a metà 2026. L'ancoraggio di principio è acquisito; gli obblighi vincolanti restano da votare. Fonte: Cantone Vaud, consultazione LCDC, 2026 | ▼ Argomenti CONTRO La banca cantonale (BCV) non potrà più concedere prestiti a una PMI con locali riscaldati a nafta. « Potrà ancora prestare denaro a una PMI vodese i cui locali sono riscaldati a nafta? » — UDC Vaud, campagna 2023 ✗~ Parzialmente smentito Quasi tre anni dopo il voto, nessuna disposizione ha limitato l'attività di prestito della BCV secondo questo criterio. L'articolo costituzionale è programmatico; riguarda l'azione dello Stato e dei comuni, non le condizioni di credito degli istituti. Il timore non si è concretizzato — ma poiché la legge d'applicazione non è ancora definitiva, il dossier resta aperto. Fonte: BCV, rapporti annuali 2023-2025 |
Bilancio fattuale · 2026
1 Confermato | 2 Parzialmente | 0 Smentito | 1 Troppo presto |
Piano clima vodese di 2ª generazione: oltre 80 misure | Consiglio di Stato VD, gennaio 2025 |
| ✓ | Il PCV2 declina l'obiettivo costituzionale in oltre 80 misure d'impulso, con traguardi intermedi del −50 % di emissioni nel 2030 e −70 % nel 2040. La promessa di una politica «più ambiziosa» si è tradotta in una tabella di marcia cifrata. Fonte: RTS Vaud, 2025; Cantone Vaud |
Legge quadro sulla sostenibilità e il clima (LCDC) in consultazione | Cantone Vaud, 2026 |
| ~ | L'avamprogetto, che deve dare forza vincolante agli obiettivi, era ancora in consultazione a metà 2026. L'architettura giuridica si costruisce, ma il chiavistello legislativo non è ancora posto. Fonte: Cantone Vaud, comunicato LCDC |
Impatto sul potere d'acquisto: nessun effetto misurabile finora | Bilancio 2023-2026 |
| ~ | L'UDC temeva un prelievo sul potere d'acquisto delle famiglie. Tre anni dopo, nessun effetto cifrato è attribuibile all'articolo costituzionale in sé, in assenza di misure fiscali attivate. Il verdetto definitivo dipenderà dal contenuto della futura legge. Fonte: Osservazione AfterVote |
Tre anni dopo lo scrutinio, il verdetto fattuale è sfumato. I promotori hanno ottenuto ciò che cercavano: un punto d'appoggio costituzionale che ha effettivamente innescato un piano clima corposo e un cantiere legislativo. Su questo terreno, la loro scommessa si è verificata.
Gli oppositori, dal canto loro, denunciavano conseguenze concrete immediate — sulla BCV, sul potere d'acquisto. Questi timori non si sono concretizzati nel periodo osservato, ma non erano assurdi: un articolo di principio finisce sempre per tradursi in misure, ed è proprio ciò che la legge quadro prepara. Il loro processo era prematuro più che infondato.
Resta l'essenziale: una Costituzione fissa una rotta, non un bilancio. Il vero test del sì del 2023 non ha ancora avuto luogo — avverrà il giorno in cui il Gran Consiglio dovrà trasformare l'ambizione in obblighi cifrati e pagabili.