Il 10 giugno 2018, lo stesso giorno dell’iniziativa Moneta intera, il popolo svizzero vota sulla nuova legge federale sui giochi in denaro (LGD). Sottoposta a referendum, la legge mira a modernizzare e unificare un quadro vetusto, ereditato dalla legge sulle lotterie del 1923 e dalla legge sulle case da gioco del 1998. Il Parlamento l’ha adottata a larga maggioranza.
La LGD persegue vari obiettivi: autorizzare le case da gioco svizzere titolari di concessione a proporre giochi online, esentare da imposta la quasi totalità delle vincite dei giocatori, rafforzare la protezione dalla dipendenza e garantire che i proventi finanzino l’AVS e le cause di pubblica utilità. La sua disposizione più contestata prevede il blocco, da parte dei fornitori d’accesso svizzeri, dei siti di gioco esteri non autorizzati.
È questo blocco a innescare il referendum, lanciato dalle sezioni giovanili del PLR, dei Verdi liberali e dell’UDC, affiancate da ambienti vicini alla Società digitale. Per loro, filtrare l’accesso a siti web crea un pericoloso precedente di censura e lede la neutralità della rete. Il campo del Sì — Consiglio federale, cantoni, case da gioco, lotterie e la maggioranza dei partiti — difende al contrario una regolamentazione protettiva e una manna fiscale per l’AVS.
Il verdetto è netto: la legge è accettata dal 72,9 per cento dei votanti, con una partecipazione bassa, attorno al 34 per cento. Entra in vigore il 1° gennaio 2019.
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▲ Cantoni che hanno accettato
Tutti i 26 cantoni e semicantoni hanno accettato la legge, in proporzioni variabili da circa il 64 a oltre il 78 per cento di sì.
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▼ Cantoni che hanno rifiutato
Nessun cantone ha rifiutato la legge. Il sì è stato un po’ più moderato nei cantoni urbani e romandi, senza mai ribaltarsi.
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Attori e personalità
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▲ Campo del Sì
• Consiglio federale (Simonetta Sommaruga, capo del DFGP)
• PS, PPD, UDC, PBD e la maggioranza del Parlamento
• Cantoni, Loterie Romande, Swisslos, case da gioco svizzere
• Ambienti sportivi e culturali (beneficiari dei proventi)
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▼ Campo del No
• Giovani PLR, Giovani Verdi liberali, Giovane UDC (comitato referendario)
• Società digitale (Digitale Gesellschaft)
• PLR e Verdi (divisi, senza sostegno unanime)
• Ambienti della libertà della rete e operatori esteri
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Argomenti e verdetti
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▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
La legge protegge i giocatori e finanzia AVS e pubblica utilità « I proventi dei giochi in denaro devono restare in Svizzera, a beneficio dell’AVS e delle cause di pubblica utilità » — Consiglio federale e comitato del Sì, 2018 ✓ Argomento confermato Confermato: entrata in vigore nel 2019, la legge ha legalizzato e tassato le case da gioco online svizzere. Nel 2023 la CFCG ha versato circa 358-364 milioni di franchi all’AVS a titolo di imposta sulle case da gioco, e i casinò online hanno generato oltre 150 milioni di entrate fiscali. Le vincite dei giocatori sono inoltre ampiamente esentate. Fonte : CFCG/ESBK, admin.ch (2023-2024) Bloccare i siti esteri protegge efficacemente il mercato regolato « Senza blocco, gli operatori esteri continuerebbero a operare senza alcuna protezione dei giocatori » — Comitato del Sì, campagna 2018 ✓~ Parzialmente confermato Parzialmente confermato: il blocco DNS è stato attuato da luglio 2019, con decine di siti elencati, e ha canalizzato una parte dei giocatori verso l’offerta legale. Ma le autorità stesse riconoscono che questi blocchi sono aggirabili e che un mercato illegale persiste, stimato in una quota sostanziale delle puntate online. Fonte : CFCG, Gespa, RTS (2019-2026) |
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
Il blocco crea un pericoloso precedente di censura « Un precedente pericoloso in materia di censura della rete e una lesione della neutralità di internet » — Comitato referendario, 2018 ✗~ Parzialmente smentito Parzialmente smentito: dal 2019 il blocco è rimasto strettamente circoscritto ai siti di gioco non autorizzati. Nessuna estensione ad altri tipi di contenuti è avvenuta, e il temuto scivolamento verso una censura generalizzata non si è materializzato. Il meccanismo di filtraggio è però stato effettivamente istituito. Fonte : CFCG, Gespa, admin.ch (2019-2025) Il blocco è inefficace e facile da aggirare « Con due clic, senza conoscenze particolari, si può aggirare l’ostacolo » — Comitato referendario, campagna 2018 ✓~ Parzialmente confermato Parzialmente confermato: le autorità federali ammettono che i blocchi DNS « possono essere aggirati » tramite VPN, proxy o cambio di DNS. Nel 2025-2026 diverse analisi stimavano che una quota importante delle puntate online sfuggisse ancora al mercato regolato, confermando la permeabilità tecnica denunciata. Fonte : CFCG, RTS, Tribune de Genève (2025-2026) |
Bilancio fattuale
1 Confermato | 2 P. confermato | 1 P. smentito | 0 Smentito |
| ✓ | Una manna fiscale concreta per l’AVS La legge ha mantenuto la sua promessa finanziaria: le case da gioco, anche online, alimentano l’AVS con diverse centinaia di milioni l’anno (circa 358-364 milioni nel 2023), e le entrate del gioco online legale sono cresciute rapidamente. La canalizzazione verso un’offerta svizzera regolata e tassata è una realtà. Fonte : CFCG/ESBK, admin.ch |
| ~ | Un blocco utile ma poroso Il filtraggio dei siti esteri è stato attuato, ma la sua efficacia resta parziale: VPN e altri strumenti permettono di aggirarlo, e un mercato illegale persiste. Le autorità stesse riconoscono i limiti tecnici del dispositivo, dibattito tuttora attuale nel 2025-2026. Fonte : CFCG, Gespa, RTS |
| ~ | Nessuno scivolamento censorio, ma uno strumento installato Il precedente temuto dagli oppositori non si è tradotto in un’estensione del filtraggio ad altri contenuti. Il blocco è rimasto confinato ai giochi in denaro. Il meccanismo esiste tuttavia ormai nel diritto svizzero, il che mantiene vivo il dibattito di principio sul filtraggio della rete. Fonte : admin.ch, Società digitale |
Otto anni dopo, la legge sui giochi in denaro appare come un caso di scuola di votazione in cui ogni campo aveva parzialmente ragione. Il Sì ha mantenuto la sua promessa centrale: la legalizzazione delle case da gioco online svizzere ha creato un mercato regolato, protettivo e fiscalmente redditizio, che versa ogni anno diverse centinaia di milioni all’AVS.
Gli oppositori, da parte loro, hanno visto confermata la loro critica tecnica. Il blocco dei siti esteri, presentato come la chiave di volta della protezione, si è rivelato poroso: aggirabile via VPN, lascia sussistere un mercato illegale che le autorità faticano ancora a contenere nel 2026. Su questo punto, lo scetticismo del campo del No era fondato.
Per contro, il loro argomento più forte — il precedente censorio — non si è verificato. Il filtraggio è rimasto strettamente limitato ai giochi in denaro, senza contagio ad altri contenuti. Il timore di un internet svizzero sotto sorveglianza non si è materializzato, anche se il meccanismo di blocco ora esiste.
Il bilancio è dunque sfumato: una legge che raggiunge i suoi obiettivi fiscali e di canalizzazione, con uno strumento di blocco imperfetto ma contenuto. Il vero dibattito di fondo — l’efficacia reale della regolamentazione di fronte a un internet senza frontiere — resta aperto.