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Acceptée Fédéral Migration et asile 04 décembre 1994

Legge federale sulle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri

Il 4 dicembre 1994, nel pieno di un decennio di forte aumento delle domande d'asilo e sullo sfondo delle guerre nei Balcani, il popolo svizzero approva con il 72,9 % la legge federale sulle misure coercitive in materia di diritto…

Oui — 72.91% Non — 27.1%
Participation : 44.03%
L'enjeu de l'époque

Il 4 dicembre 1994, nel pieno di un decennio di forte aumento delle domande d'asilo e sullo sfondo delle guerre nei Balcani, il popolo svizzero approva con il 72,9 % la legge federale sulle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. Lo scrutinio sancisce uno dei sì più netti del decennio in materia migratoria.

Adottata dal Parlamento nel marzo 1994 e difesa dal consigliere federale Arnold Koller, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, la legge mira a facilitare l'esecuzione dei rinvii e autorizza la carcerazione amministrativa degli stranieri senza titolo di soggiorno, senza che sia necessario un reato.

Opere di soccorso e organizzazioni di difesa dei rifugiati, sostenute dal Partito socialista e dal Partito del lavoro, lanciano un referendum. Denunciano una logica del sospetto e il rischio di detenzioni arbitrarie; i fautori replicano che si tratta di mettere lo Stato in condizione di applicare le proprie decisioni.

Il verdetto delle urne è netto: tutti i 26 Cantoni accettano la legge, con una partecipazione del 44 %. La carcerazione amministrativa entra in vigore il 1° febbraio 1995 e diventerà un pilastro duraturo del diritto svizzero degli stranieri.

Nota metodologica: Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non di parte. I verdetti riguardano unicamente gli argomenti di campagna verificabili — ossia confrontabili con i fatti osservati dopo il voto — e non lo scrutinio in sé.
▲ Cantoni che hanno accettato
Tutti i 26 Cantoni hanno detto sì: Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Ticino, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra e Giura.
▼ Cantoni che hanno rifiutato
Nessun Cantone ha rifiutato la legge.

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
Consiglio federale (Arnold Koller, capo del DFGP)
Maggioranza del Parlamento (Consiglio nazionale 111-51, Consiglio degli Stati 37-2)
PPD, PLR, UDC, Partito liberale, PEV, Democratici Svizzeri, Lega, Partito della libertà
Ambienti economici (Vorort, Unione padronale, Unione arti e mestieri)
▼ Campo del No
Partito socialista e Partito del lavoro, promotori del referendum
I Verdi (GPS)
Opere di soccorso e organizzazioni per l'asilo (OSAR, Caritas, ambienti ecclesiali)
Unione sindacale svizzera e Travail.Suisse
Da notare: caso raro, le sezioni ginevrine del PPD e del Partito liberale raccomandarono il no, contrariamente ai loro partiti nazionali.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
Dare allo Stato i mezzi per eseguire i rinvii
« Bisogna dare alle autorità i mezzi per eseguire le decisioni di rinvio e porre fine agli abusi. »
— Consiglio federale, messaggio a sostegno della legge (1993)
✓~ Parzialmente confermato
La carcerazione amministrativa è diventata un pilastro dell'esecuzione dei rinvii, ripresa ed estesa nella legge sugli stranieri (LStr, 2008) e poi nella LStrI. La sua efficacia resta tuttavia parziale: una larga parte delle carcerazioni non sfocia in un rinvio effettivo.
Fonte: swissvotes.ch/vote/417.00 ; SEM, statistiche di esecuzione
Una detenzione d'eccezione, breve e controllata
« La detenzione resterà una misura di ultima istanza, limitata nel tempo e sottoposta al controllo di un giudice. »
— Fautori borghesi, opuscolo di campagna (1994)
✗~ Parzialmente smentito
Le durate massime iniziali (tre mesi di preparazione, nove mesi in vista del rinvio) sono state fortemente prolungate nel corso delle revisioni, fino a 18 mesi nella LStr dopo il recepimento della direttiva europea sul rimpatrio (2010). L'uso si è banalizzato, anche se il controllo giudiziario è stato mantenuto.
Fonte: LStr/LStrI art. 75-79 ; humanrights.ch
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
Il rischio di detenzioni arbitrarie
« Si rinchiuderanno per mesi persone che non hanno commesso alcun reato. »
— Comitato referendario (1994)
✓~ Parzialmente confermato
La carcerazione amministrativa colpisce effettivamente persone senza reato, e la sua durata è stata estesa. Le condizioni di detenzione sono state criticate a più riprese dalla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura e da ONG. Il quadro giudiziario e il principio di proporzionalità hanno però limitato gli eccessi peggiori.
Fonte: CNPT, rapporti ; humanrights.ch
Una legge che non risolverà l'esecuzione dei rinvii
« Senza la cooperazione dei Paesi d'origine, queste misure resteranno in gran parte inefficaci. »
— Opere di soccorso (1994)
✓ Argomento confermato
Il principale ostacolo ai rinvii è rimasto per decenni l'assenza di documenti di viaggio e la mancata cooperazione degli Stati d'origine — confermato dai rapporti successivi e dalla moltiplicazione degli accordi di riammissione. La coercizione interna non è bastata.
Fonte: SEM, accordi di riammissione

Affiches de campagne (16)

Bilancio fattuale

1
Confermato
2
P. confermato
1
P. smentito
0
Smentito
~
Uno strumento reso permanente, dall'efficacia parziale
La carcerazione amministrativa è sopravvissuta a tutte le revisioni e figura oggi nella LStrI, con una durata fino a 18 mesi. Massicciamente utilizzata, il suo rendimento in rinvii effettivi è regolarmente discusso.
Fonte: SEM ; LStrI art. 75-79
~
Rinvii sospesi alla cooperazione estera
Come avevano previsto gli oppositori, l'esecuzione continua a scontrarsi con l'identificazione delle persone e la loro riammissione. La Svizzera ha dovuto moltiplicare gli accordi di riammissione dopo il 1995.
Fonte: SEM
Un controllo giudiziario che ha tenuto
Ogni detenzione resta sottoposta all'esame di un giudice; il Tribunale federale e la CNPT hanno ricordato regolarmente le esigenze di proporzionalità, contenendo gli eccessi più gravi annunciati nel 1994.
Fonte: Giurisprudenza del Tribunale federale ; CNPT
Analyse éditoriale
Conclusion

Il sì massiccio del 1994 riflette il clima di inquietudine dell'epoca attorno all'asilo e alla criminalità. Trent'anni dopo, la legge sulle misure coercitive ha segnato profondamente e durevolmente il diritto svizzero degli stranieri: il suo strumento centrale, la carcerazione amministrativa, non è mai stato messo in discussione nel principio.

Le promesse di efficacia si sono però realizzate solo a metà. La Svizzera detiene molto, ma l'ostacolo strutturale indicato già nel 1994 dagli oppositori — l'assenza di cooperazione degli Stati d'origine — non è mai stato rimosso e continua a limitare il numero di rinvii effettivi.

Quanto ai timori di arbitrarietà, si sono parzialmente concretizzati: le durate di detenzione sono state moltiplicate e le condizioni criticate. Ma il controllo del giudice, brandito nel 1994 come garanzia, ha sostanzialmente tenuto e impedito gli eccessi più estremi.

In definitiva, un bilancio in chiaroscuro: uno strumento duraturo, un'efficacia mista, garanzie mantenute. Pochi argomenti di campagna si sono rivelati interamente giusti o interamente sbagliati.