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Acceptée Fédéral Environnement, climat et énergie 21 mai 2017

Legge sull’energia (Strategia energetica 2050, primo pacchetto di misure)

Il 21 maggio 2017 il popolo svizzero accetta la revisione della legge sull'energia, primo pacchetto di misure della «Strategia energetica 2050» del Consiglio federale. Il testo, contestato con referendum dall'UDC, mira a ridurre il consumo, rafforzare l'efficienza energetica, promuovere le…

Oui — 58.22% Non — 41.8%
Participation : 42.89%
L'enjeu de l'époque

Il 21 maggio 2017 il popolo svizzero accetta la revisione della legge sull'energia, primo pacchetto di misure della «Strategia energetica 2050» del Consiglio federale. Il testo, contestato con referendum dall'UDC, mira a ridurre il consumo, rafforzare l'efficienza energetica, promuovere le energie rinnovabili e vietare la costruzione di nuove centrali nucleari.

La votazione segue la catastrofe di Fukushima (2011), che aveva indotto Consiglio federale e Parlamento a decidere l'uscita progressiva dal nucleare. La legge non chiude alcuna centrale esistente ma ne vieta di nuove, puntando sulle rinnovabili e sul risparmio.

La legge è accettata dal 58,2 % dei votanti. Quattro cantoni la respingono (Glarona, Svitto, Argovia, Obvaldo). Trattandosi di referendum facoltativo, era richiesta solo la maggioranza del popolo. La partecipazione è del 42,9 %.

Nota metodologica: Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e non di parte. I verdetti riguardano esclusivamente gli argomenti di campagna verificabili — ossia confrontabili con i fatti osservati dopo il voto — e non lo scrutinio in sé.
▲ Cantoni che hanno accettato
22 cantoni: Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Nidvaldo, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Turgovia, Ticino, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra, Giura.
▼ Cantoni che hanno rifiutato
4 cantoni: Glarona (≈56 %), Svitto (≈56 %), Argovia (≈52 %, il «cantone nucleare») e Obvaldo (di misura).

Attori e personalità

▲ Campo del Sì
Consiglio federale (Doris Leuthard, DATEC)
PS, Verdi, PPD, PVL, PBD
Una parte del PLR
Organizzazioni ambientaliste e settore solare
▼ Campo del No
UDC (autrice del referendum)
Una parte del PLR
economiesuisse (divisa)
Ambienti pro-nucleari e alcuni grandi consumatori
Da notare: trattandosi di referendum facoltativo contro una legge, lo scrutinio richiedeva solo la maggioranza del popolo — la maggioranza dei cantoni non era determinante.

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì)
Uscire dal nucleare e ridurre la dipendenza estera
« Puntare sulle rinnovabili rafforza la Svizzera e ne riduce la dipendenza dalle risorse importate. »
— Doris Leuthard / campo del Sì
✓~ Parzialmente confermato
Il divieto di nuove centrali è entrato in vigore e Mühleberg è stata spenta a fine 2019. Ma il ritardo delle rinnovabili e la dipendenza dalle importazioni invernali sono rimasti punti sensibili, fino alla legge sull'elettricità del 2024.
Fonte: admin.ch, UFE, RTS.
Posti di lavoro e guadagni di efficienza
« La strategia crea posti di lavoro e stimola l'efficienza energetica. »
— Campo del Sì
✓~ Parzialmente confermato
Il fotovoltaico ha conosciuto un forte slancio dopo il 2022, sostenendo l'occupazione del settore, e l'efficienza è aumentata. La produzione rinnovabile aggiuntiva è però rimasta nettamente al di sotto degli obiettivi annuali.
Fonte: UFE, AES (indice dell'approvvigionamento).
Misure moderate, supplemento di rete limitato
« Il supplemento sulla rete sarà limitato a 2,3 centesimi per chilowattora. »
— Consiglio federale
✓ Argomento confermato
Il supplemento di rete è stato effettivamente fissato a 2,3 ct/kWh, come annunciato, senza derive. L'elemento finanziario centrale della legge si è verificato.
Fonte: UFE, legge sull'energia (LEne).
▼ Argomenti CONTRO (campo del No)
Un rischio di penuria di elettricità
« Senza il nucleare, l'approvvigionamento della Svizzera sarà minacciato, soprattutto d'inverno. »
— UDC / campo del No
✓~ Parzialmente confermato
La crisi energetica dell'inverno 2022-2023 ha fatto emergere un rischio reale di penuria e ha portato a misure d'urgenza (centrali di riserva, appelli al risparmio). Il timore di una fragilità invernale ha guadagnato credibilità, senza penuria effettiva finora.
Fonte: RTS, UFE, riserva invernale 2022.
Le rinnovabili non terranno il ritmo
« Le energie rinnovabili non potranno sostituire il nucleare in tempo. »
— Oppositori
✓ Argomento confermato
Lo sviluppo delle rinnovabili (escludendo l'idroelettrico) ha mancato gli obiettivi annuali del 50-70 % secondo l'AES. La Svizzera ha dovuto votare nel 2024 una legge sull'elettricità, poi il Consiglio federale ha proposto di revocare il divieto sul nucleare — confermando la lentezza denunciata.
Fonte: AES, admin.ch, Le Temps.
Un conto salato per le famiglie
« La strategia costerà circa 3200 franchi all'anno a una famiglia di quattro persone. »
— UDC
✗~ Parzialmente smentito
La cifra avanzata dagli oppositori è stata fortemente contestata e non si è verificata: il supplemento di rete è rimasto limitato a 2,3 ct/kWh. I successivi rincari dell'elettricità dipendono soprattutto dalla crisi dei mercati del 2022, non dai costi diretti della legge.
Fonte: UFE, verifiche di stampa (RTS, Tages-Anzeiger).

Affiches de campagne (5)

Bilancio fattuale

2
Confermato
3
Parz. confermato
1
Parz. smentito
0
Smentito
L'uscita dal nucleare sancita
Il divieto di costruire nuove centrali nucleari è entrato in vigore e la centrale di Mühleberg è stata disattivata a fine 2019. Le centrali esistenti continuano a operare finché ritenute sicure.
Fonte: admin.ch, UFE, BKW.
~
Rinnovabili troppo lente
Lo sviluppo della produzione rinnovabile (escludendo l'idroelettrico) è rimasto molto al di sotto degli obiettivi (obiettivi annuali mancati del 50-70 %). Per accelerare, il popolo ha accettato nel 2024 la legge sull'elettricità («Mantelerlass») con il 68,7 %.
Fonte: AES, admin.ch.
~
L'approvvigionamento tornato in primo piano
La crisi dell'inverno 2022 ha rimesso la sicurezza dell'approvvigionamento al centro (centrali di riserva, appelli al risparmio). Nel 2024 il Consiglio federale ha proposto di revocare il divieto di nuove centrali nucleari, controprogetto all'iniziativa «Stop al blackout».
Fonte: RTS, DATEC, admin.ch.
Analyse éditoriale
Conclusion

Il voto del 2017 ha sancito l'orientamento svizzero post-Fukushima: nessuna nuova centrale nucleare, priorità alle rinnovabili e all'efficienza. Sul principio, questo orientamento ha tenuto — il divieto è in vigore e Mühleberg ha chiuso.

Ma il ritmo ha dato in parte ragione al campo del No. Lo sviluppo delle rinnovabili ha accumulato un netto ritardo, e la crisi energetica del 2022 ha reso credibile il timore di una fragilità invernale. La Svizzera ha dovuto legiferare di nuovo nel 2024 (legge sull'elettricità).

Ancor più sorprendente, nel 2024 il Consiglio federale ha proposto di riaprire la porta al nucleare, in parte controcorrente rispetto alla logica del 2017 — segno che la questione dell'approvvigionamento, centrale per gli oppositori, non era stata risolta. L'argomento della «bolletta esplosiva» brandito dall'UDC non si è invece materializzato, con il supplemento di rete rimasto limitato come promesso.