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Refusée Genève Économie, travail et fiscalité 05 juin 2016

Modifica della LDTR («legge Zacharias») — Ginevra preserva la protezione degli inquilini

A Ginevra, la legge sulle demolizioni, trasformazioni e ristrutturazioni delle case d'abitazione (LDTR) è, sin dagli anni Ottanta, il pilastro della protezione del parco locativo: disciplina rigorosamente la vendita degli appartamenti in affitto e limita i «licenziamenti-vendita», ossia le disdette…

Oui — 48.18% Non — 51.8%
· Loi 11408 du Grand Conseil (droite / R. Zacharias) — référendum ASLOCA
L'enjeu de l'époque

A Ginevra, la legge sulle demolizioni, trasformazioni e ristrutturazioni delle case d'abitazione (LDTR) è, sin dagli anni Ottanta, il pilastro della protezione del parco locativo: disciplina rigorosamente la vendita degli appartamenti in affitto e limita i «licenziamenti-vendita», ossia le disdette del contratto destinate a vendere l'alloggio occupato.

Nel novembre 2015 il Gran Consiglio, a maggioranza di destra, adotta la legge 11408, battezzata «Più libertà per gli inquilini» e soprannominata «legge Zacharias» dal nome del suo promotore, il deputato e proprietario immobiliare Ronald Zacharias. Autorizzerebbe, a certe condizioni, la vendita di un appartamento al suo inquilino in essere, a un prezzo massimo di 6 900 franchi al metro quadrato indicizzato. L'ASLOCA e il Raggruppamento per una politica sociale dell'alloggio lanciano immediatamente un referendum.

Il 5 giugno 2016 i ginevrini respingono la legge con il 51,82 % di no contro il 48,18 % di sì. Il corpo elettorale preserva la LDTR e richiude la porta ai licenziamenti-vendita che il testo, secondo i suoi avversari, avrebbe riaperto. Due mesi dopo, Ronald Zacharias annuncia che rilancerà lo stesso progetto con un'iniziativa.

Nota metodologica — AfterVote giudica soltanto gli argomenti verificabili alla luce dei fatti osservati dopo la votazione. Le promesse e i timori ancora in sospeso o non verificabili non vengono giudicati.
Il verdetto delle urne (5 giugno 2016)
▲ Sì alla legge — minoranza
Sì alla legge: 48,18 % — minoranza
Sostegno della destra e degli ambienti immobiliari
Prezzo di vendita massimo previsto: 6 900 fr./m²
▼ No alla legge — maggioranza
No alla legge: 51,82 % — prevale
LDTR preservata, licenziamenti-vendita non ripristinati
Referendum condotto dall'ASLOCA e dalla sinistra

Le forze in campo

▲ Fronte del Sì (la legge Zacharias)
Ronald Zacharias, deputato e proprietario immobiliare, promotore della legge
PLR, il Centro, MCG e UDC, maggioranza del Gran Consiglio
Camera immobiliare ginevrina (CGI) e ambienti dei proprietari
▼ Fronte del No (i referendari)
ASLOCA Ginevra e Raggruppamento per una politica sociale dell'alloggio
PS, Verdi e solidaritéS, uniti contro la legge
Sindacati e associazioni di inquilini

Argomenti e verdetti

▲ Argomenti PRO (fronte del Sì)
Bisogna dare agli inquilini la libertà di comprare il proprio alloggio.
«Questa legge significa più libertà per gli inquilini» (promotori, 2016).
✗ Promessa mai messa alla prova.
Essendo stata respinta la legge, il meccanismo non è mai esistito. Prevale lo status quo: Ginevra resta il cantone con il più basso tasso di proprietari della Svizzera (meno di un nucleo familiare su cinque), il che alimenta ancora il dibattito sull'accesso alla proprietà.
Fonte: UST, statistica dell'alloggio; opuscolo cantonale 5 giugno 2016.
La LDTR è troppo rigida e blocca ogni evoluzione del parco.
«Basta camicia di forza: restituiamo un po' di flessibilità al mercato» (fronte del Sì, 2016).
✗~ Non confermato dai fatti.
Nessun blocco massiccio imputabile alla sola LDTR è stato dimostrato dal 2016; la penuria ginevrina (tasso di sfitto stabilmente inferiore all'1 %) dipende anzitutto dalla scarsità dei terreni e dalla pressione demografica.
Fonte: OCSTAT, tasso di sfitto degli alloggi, 2016-2024.
▼ Argomenti CONTRO (fronte del No)
La legge smantella la LDTR e riapre la porta ai licenziamenti-vendita.
«Gli speculatori fanno soltanto regali avvelenati» (ASLOCA, 2016).
✓ Confermato: l'offensiva è proseguita.
Il rifiuto ha preservato la LDTR, ma il timore di un nuovo attacco si è verificato: Ronald Zacharias ha rilanciato il progetto con un'iniziativa e, nel dicembre 2025, un nuovo referendum è stato lanciato contro l'ennesima modifica della LDTR che autorizza la vendita agli inquilini.
Fonte: comunicati ASLOCA e Verdi Ginevra, 2016-2025.
Sarà l'inferno per gli inquilini: si cacceranno i bassi redditi da Ginevra.
«Costringere i bassi redditi a lasciare Ginevra? No!» (comitato referendario, 2016).
✓~ Obiettivo raggiunto per questo testo.
Bloccando la legge, i referendari hanno impedito il meccanismo di licenziamenti-vendita mirato. Gli affitti ginevrini restano tra i più alti della Svizzera, ma la protezione specifica della LDTR contro le vendite forzate è stata mantenuta.
Fonte: ASLOCA Ginevra; OCSTAT, affitti, 2016-2024.

Il bilancio, un decennio dopo

05.06.2016
Data della votazione
51,82 %
No alla legge
48,18 %
Sì alla legge
6 900 fr./m²
Tetto di vendita previsto
Da notare — Respinta per 3,64 punti, la «legge Zacharias» non avrà mai avuto effetto, tranne uno: dimostrare che a Ginevra la LDTR si difende come una fortezza. Nove anni dopo, gli assedianti tornavano con una nuova scala.
Analyse éditoriale
Conclusion

Lo scrutinio del 5 giugno 2016 illustra una costante ginevrina: sull'alloggio, il minimo ritocco alla LDTR si risolve in una battaglia campale nelle urne. Con il 51,82 % contro il 48,18 %, lo scarto è esiguo — meno di quattro punti — ma sufficiente a rispedire la «legge Zacharias» negli spogliatoi e a confermare che la protezione del parco locativo resta una linea rossa per una risicata maggioranza di ginevrini.

Il verdetto dei fatti dà ragione, nell'essenziale, al fronte del No: la LDTR è rimasta intatta e i licenziamenti-vendita non sono stati ripristinati. Soprattutto, il loro pronostico implicito — «torneranno» — si è verificato alla lettera, poiché il dossier è riemerso per via d'iniziativa e poi, nel 2025, di un nuovo referendum.

Il fronte del Sì, invece, non può davvero essere giudicato sulla sua promessa centrale: respinta, la legge non ha mai potuto dimostrare che avrebbe aperto la proprietà agli inquilini. Resta un fatto ostinato che la sua sconfitta non ha risolto: Ginevra rimane il cantone in cui si è meno spesso proprietari del proprio tetto.