Il 12 giugno 1994 popolo e Cantoni si pronunciano su un decreto federale che rivede il diritto di cittadinanza iscritto nella Costituzione. L'obiettivo: agevolare la naturalizzazione dei giovani stranieri nati e scolarizzati in Svizzera. Circa 300 000 persone tra i 15 e i 24 anni avrebbero potuto beneficiarne.
Il progetto emana dal Consiglio federale e dal Parlamento e gode di un sostegno politico eccezionalmente ampio: PLR, PPD, PS, Verdi e perfino l'UDC dell'epoca, prima della sua svolta identitaria degli anni 2000. Si trattava di rispondere all'estrema diversità delle procedure nei 26 Cantoni.
La posta in gioco va oltre i giovani interessati: è il primo grande tentativo di allentare uno dei regimi di naturalizzazione più restrittivi d'Europa, fondato sul diritto del sangue e su lunghi periodi di residenza.
Il risultato illustra una singolarità elvetica. Il popolo accetta il testo con il 52,84 %, ma tredici Cantoni su ventitré lo respingono: la doppia maggioranza non è raggiunta, il progetto è bocciato. Lo scrutinio rivela un netto divario tra città e campagne, e tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca.
▲ Cantoni che hanno accettato Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Friburgo, Ginevra, Grigioni, Giura, Neuchâtel, Vaud, Zugo, Zurigo. | ▼ Cantoni che hanno rifiutato Argovia, Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Glarona, Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo, San Gallo, Sciaffusa, Svitto, Soletta, Ticino, Turgovia, Uri, Vallese. |
Attori e personalità
▲ Campo del Sì • Consiglio federale (promotore del progetto) • Arnold Koller (consigliere federale PPD, Giustizia e Polizia) • PLR, PPD, PS, Verdi (parole d'ordine favorevoli) • UDC (direzione nazionale dell'epoca, prima della svolta migratoria) • Ambienti economici e associazioni d'integrazione | ▼ Campo del No • Democratici Svizzeri (ex Azione nazionale) • Lega dei Ticinesi • Ambienti conservatori svizzero-tedeschi (legati alla sovranità cantonale) • Sezioni locali riluttanti (contro le direzioni di partito) |
Argomenti e verdetti
▲ Argomenti A FAVORE (campo del Sì) Riconoscere giovani di fatto già svizzeri « Questi giovani sono nati qui, cresciuti qui, parlano le nostre lingue: è giusto aprire loro la cittadinanza. » — Argomentazione del campo del Sì, 1994 ✓~ Parzialmente confermato L'idea ha finito per imporsi: la naturalizzazione agevolata degli stranieri di terza generazione è stata accettata il 12 febbraio 2017 dal 60,4 % del popolo e dalla maggioranza dei Cantoni. Ma sono serviti ventitré anni, e il campo d'applicazione resta limitato alla terza generazione. Fonte : Votazione federale del 12 febbraio 2017 (UST) Armonizzare procedure cantonali disomogenee « Ventisei Cantoni, ventisei prassi: servono regole federali più chiare. » — Fautori del progetto, 1994 ✓~ Parzialmente confermato La legge sulla cittadinanza (LCit) interamente riveduta, in vigore dal 1° gennaio 2018, ha unificato alcuni criteri (durata di residenza ridotta a dieci anni, permesso C richiesto). La naturalizzazione resta tuttavia largamente in mano ai Cantoni e ai Comuni. Fonte : Legge sulla cittadinanza (LCit), in vigore nel 2018 Agevolare non snatura la cittadinanza « Aprire la porta a questi giovani non svaluta affatto la cittadinanza svizzera. » — Campo del Sì, 1994 ✓ Argomento confermato Quando la terza generazione è stata infine agevolata nel 2017, la concezione svizzera della cittadinanza non è stata stravolta: nessun diritto del suolo automatico, volumi modesti, nessuna svalutazione constatata del passaporto svizzero. Fonte : UST, statistiche delle naturalizzazioni | ▼ Argomenti CONTRO (campo del No) La naturalizzazione deve restare un atto deliberato « Diventare svizzeri si merita e si chiede; non può essere quasi automatico. » — Campo del No, 1994 ✓~ Parzialmente confermato Il principio è ampiamente perdurato: persino la riforma del 2017 mantiene una procedura su domanda, senza diritto del suolo. La Svizzera non è mai passata a una naturalizzazione automatica — la posizione difesa dal No è rimasta strutturante. Fonte : Regime di naturalizzazione svizzero, LCit 2018 Rischio di naturalizzazioni di massa « Si apre la via a un'ondata incontrollata di naturalizzazioni. » — Oppositori, 1994 ✗ Argomento smentito Nessuna ondata si è prodotta. L'agevolazione del 2017 riguarda solo circa 25 000 persone in totale su più anni, e il tasso di naturalizzazione svizzero resta tra i più bassi d'Europa (circa il 2 % annuo della popolazione straniera residente). Fonte : UST, statistiche delle naturalizzazioni Lesione della sovranità di Cantoni e Comuni « Spetta ai Comuni e ai Cantoni, non a Berna, decidere chi diventa svizzero. » — Campo del No, 1994 ✗~ Parzialmente smentito Cantoni e Comuni conservano un ruolo centrale nella naturalizzazione ordinaria; l'agevolazione federale del 2017 resta circoscritta a un pubblico preciso. Il timore di una federalizzazione totale non si è verificato, anche se Berna ha guadagnato influenza. Fonte : LCit 2018; ripartizione delle competenze |
Affiches de campagne (5)
Bilancio fattuale
1 Confermato | 3 Parz. confermato | 1 Parz. smentito | 1 Smentito |
| ✓ | Il « sì » del 1994 ha finito per trionfare… nel 2017 Il popolo aveva già detto sì nel 1994; mancò soltanto la maggioranza dei Cantoni. Si è dovuto attendere il 12 febbraio 2017 perché la naturalizzazione agevolata della terza generazione superasse l'ostacolo dei Cantoni, con il 60,4 % di sì. Fonte : UST, votazione del 12 febbraio 2017 |
| ~ | Un'integrazione riconosciuta, ma col contagocce L'agevolazione resta confinata alla terza generazione. La seconda generazione, vero bersaglio del progetto del 1994, non ha mai ottenuto un regime davvero agevolato; due tentativi nel 2004 sono peraltro falliti. Fonte : Votazioni federali del 2004 e 2017 |
| ! | La naturalizzazione di massa, un timore mai verificato Il tasso di naturalizzazione svizzero resta tra i più bassi del continente. La riforma del 2017 tocca solo un pubblico ristretto, senza l'ondata annunciata dagli oppositori del 1994. Fonte : UST, statistiche delle naturalizzazioni |
Lo scrutinio del 12 giugno 1994 resterà come uno dei casi da manuale dello scarto tra volontà popolare e veto dei Cantoni. Una maggioranza di cittadini ha voluto riconoscere come svizzeri giovani che già lo erano di fatto; la metà rurale del Paese ha fatto barriera in nome di una concezione più esigente della cittadinanza.
Nel merito, l'argomento centrale dei fautori — l'integrazione di giovani nati e cresciuti in Svizzera — ha finito per essere convalidato, ma con un ritardo considerevole e un perimetro ridotto. La naturalizzazione agevolata della terza generazione, accettata nel 2017, è solo una frazione di ciò che proponeva il progetto del 1994.
Al contrario, il timore principale degli oppositori, quello di una naturalizzazione di massa, non si è mai materializzato. Il regime svizzero resta uno dei più restrittivi d'Europa, e i volumi interessati dalle agevolazioni successive sono rimasti modesti.
Trent'anni dopo, il dibattito sull'accesso alla cittadinanza resta vivo. Il voto del 1994 ne ha posto i termini: tra il riconoscimento dell'integrazione di fatto e l'attaccamento a un atto di naturalizzazione deliberato, la Svizzera non ha mai veramente deciso.