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Acceptée Genève Institutions et démocratie 14 octobre 2012

Nuova Costituzione della Repubblica e Cantone di Ginevra

Il 14 ottobre 2012 il corpo elettorale ginevrino ha accettato con il 54,1 % di sì una nuova Costituzione cantonale, in sostituzione del testo del 1847 vecchio di 165 anni. La partecipazione si è limitata al 31,9 %, e diversi…

Oui — 54.1% Non — 45.9%
Participation : 31.9% · Assemblée constituante (majorité), Parti socialiste, partis bourgeois (Oui) — SolidaritéS et associations de gauche (Non)
L'enjeu de l'époque

Il 14 ottobre 2012 il corpo elettorale ginevrino ha accettato con il 54,1 % di sì una nuova Costituzione cantonale, in sostituzione del testo del 1847 vecchio di 165 anni. La partecipazione si è limitata al 31,9 %, e diversi grandi comuni — Città di Ginevra, Carouge, Onex, Meyrin — hanno respinto il testo che il cantone accettava.

Il progetto era stato elaborato da un'Assemblea costituente di 80 membri, eletta nel 2008 e riunente undici gruppi (sei di destra, cinque di sinistra). Ha adottato il testo il 31 maggio 2012 (57 voti contro 15, 5 astensioni) dopo aver accantonato i temi più divisivi per raccogliere una maggioranza. La nuova Costituzione è entrata in vigore il 1° giugno 2013.

Quasi quattordici anni dopo, il testo struttura l'ordinamento giuridico cantonale — e una delle sue creazioni, la Camera costituzionale, è diventata un attore centrale della vita politica ginevrina.

Nota metodologica: Questa scheda tratta la votazione in modo fattuale e imparziale. I verdetti riguardano esclusivamente la verifica degli argomenti della campagna — non il giudizio sul voto stesso.
▲ Comuni che hanno accettato
La maggioranza dei comuni suburbani e periferici, sufficiente a portare il sì cantonale al 54,1 %.
▼ Comuni che hanno rifiutato
Città di Ginevra, Carouge, Onex e Meyrin — centri urbani piuttosto a sinistra, dove ha fatto presa l'opposizione di SolidaritéS.

Attori e personalità

▲ Fronte del Sì
Assemblea costituente (maggioranza)
Partito socialista
PLR, PDC e Verdi (in maggioranza)
Ambienti istituzionali e giuridici
▼ Fronte del No
SolidaritéS (sinistra della sinistra)
Alcune associazioni di difesa dei diritti
Oppositori di un testo giudicato « insufficiente »
Da notare — l'articolo 3 e la laicità: La Costituzione del 2012 sancisce al suo articolo 3 la laicità dello Stato ginevrino. Questo articolo è il fondamento diretto della legge sulla laicità dello Stato (LLE), adottata dal Gran Consiglio nel 2018 e poi accettata in votazione nel febbraio 2019 — un prolungamento concreto del testo votato nel 2012. (Per inquadrare: « SolidaritéS » è il movimento della sinistra radicale ginevrina.)

Argomenti e verdetti — quasi 14 anni dopo

▲ Argomenti A FAVORE
Sostituire una Costituzione del 1847 con un testo moderno, una necessaria rivitalizzazione del contratto sociale.
« Una necessaria rivitalizzazione del contratto sociale. »
— Partito socialista, la sera del voto
✓ Confermato
Il testo è entrato in vigore il 1° giugno 2013 e da allora non ha più lasciato l'ordinamento cantonale. Ha modernizzato l'architettura istituzionale (organizzazione dei poteri, giurisdizioni) e un catalogo di diritti che una carta del 1847 ignorava.
Fonte: Cancelleria GE; Cst-GE, RS A 2 00
Rafforzare i diritti fondamentali e facilitarne la giustiziabilità con nuove garanzie.
✓ Confermato
La nuova Costituzione ha creato la Camera costituzionale della Corte di giustizia, prima giurisdizione del genere a Ginevra, competente per il controllo della conformità delle leggi cantonali. Ha da allora esercitato questo controllo astratto — in particolare sulla legge sulla laicità nel 2019. Il testo sancisce anche diritti sociali estesi (art. 38, diritto all'alloggio).
Fonte: Potere giudiziario GE, Camera costituzionale
▼ Argomenti CONTRO
I diritti proclamati resteranno teorici, in mancanza di reale giustiziabilità.
« Diritti che non si potranno far valere davanti a un giudice. »
— SolidaritéS e associazioni, campagna 2012
✗~ Parzialmente smentito
Il timore non si è verificato nell'essenziale: proprio la Camera costituzionale ha permesso un controllo giudiziario degli atti cantonali, e diversi diritti (alloggio, laicità) hanno prodotto effetti concreti. Il testo non è rimasto lettera morta.
Fonte: humanrights.ch; DTF 148 I 160 (2021)
Il progetto elude i veri dibattiti: eleggibilità degli stranieri, fiscalità comunale, organizzazione territoriale.
✓ Confermato
Questo rimprovero si è rivelato esatto: questi tre temi sono stati deliberatamente accantonati dal testo per raccogliere una maggioranza in seno alla Costituente. Sono rimasti in sospeso e hanno alimentato dibattiti separati negli anni successivi.
Fonte: RTS, 14.10.2012; lavori della Costituente

Bilancio fattuale · 2026

3
Confermato
1
Parzialmente
0
Smentito
0
Senza oggetto
Una Camera costituzionale, prima giurisdizione del genere a Ginevra
Potere giudiziario GE
Creata dal nuovo testo, la Camera costituzionale della Corte di giustizia controlla la conformità delle leggi cantonali, il contenzioso delle votazioni e la validità delle iniziative. È diventata un ingranaggio centrale — è lei che ha esaminato nel 2019 la legge sulla laicità prima del Tribunale federale.
Fonte: justice.ge.ch
Una Costituzione tuttora in vigore, base dell'ordinamento cantonale
In vigore dal 01.06.2013
Quattordici anni dopo il voto, il testo del 2012 resta la legge fondamentale del cantone, riveduto a tratti ma mai rimesso in causa nel suo principio.
Fonte: Cst-GE, fedlex RS 131.234
Tre temi divisivi lasciati in sospeso
Bilancio 2012-2026
~
L'eleggibilità degli stranieri, la fiscalità comunale e l'organizzazione territoriale, accantonate dal testo, non hanno trovato una regolamentazione costituzionale globale e hanno continuato ad alimentare il dibattito ginevrino.
Fonte: Osservazione AfterVote
Analyse éditoriale
Conclusion

Quasi quattordici anni dopo, il verdetto fattuale pende dalla parte dei sostenitori, senza dare del tutto torto agli oppositori. La scommessa di una modernizzazione ha tenuto: il testo del 1847 ha effettivamente ceduto il passo, e la nuova carta ha dotato Ginevra di strumenti che le mancavano, a cominciare da una vera giurisdizione costituzionale.

Gli oppositori di sinistra temevano un guscio di diritti senza portata. Su questo punto, la storia ha dato loro soprattutto torto: la Camera costituzionale ha funzionato, e diritti come l'alloggio o la laicità hanno trovato traduzioni concrete. Ma il loro secondo rimprovero — che il testo eludesse le questioni spinose — era fondato. L'eleggibilità degli stranieri e la fiscalità comunale sono state accuratamente aggirate per non far crollare l'edificio.

È forse la lezione ginevrina: una Costituzione di compromesso avanza lasciando da parte ciò su cui nessuno è d'accordo. Conquista così la sua maggioranza — e rinvia le vere battaglie a più tardi.